Attenzione agli investimenti nei derivati e titoli OTC

Il caso Monte dei Paschi ha acceso ancora una volta i riflettori sulla piazza finanziaria luganese, un faro puntato su alcune società finanziarie e piccole banche dai nomi insignificanti e difficilmente memorizzabili, sulle loro operazioni sospette, un retrobottega poco edificante per l’immagine e la reputazione della piazza.

Parlo di quel sistema ormai ben collaudato che mira a costruire utili a tavolino ed in modo riservato, spolpando asset di banche o altre istituzioni finanziarie. Col fine di arricchire persone infedeli o finanziare l’innominabile. Ricostruendo un caso “da scuola”, da un esempio concreto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza (fonte: Il Sole 24 Ore) ecco come funziona schematicamente una tipica operazione per creare utili da spartire tra banchieri infedeli e funzionari complici, pilotando compravendite di titoli fuori dai listini.

Una banca d’affari estera A realizza un’operazione finanziaria con una banca italiana B. In mezzo si inserisce un broker. Il suo obiettivo è trattenere parte degli utili. Per farlo il broker acquista un titolo “over the counter” (fuori da Borse regolamentate) al prezzo di 92,50 euro dalla banca d’affari estera A. O meglio, dal banchiere infedele della banca A. Subito dopo il broker rivende gli stessi titoli alla banca italiana B ad un prezzo più elevato, pari a 95.60 euro.

La differenza di prezzo produce un utile per il broker infedele. L’utile viene poi spartito tra alcuni soggetti che hanno realizzato l’operazione, in questo caso 3,10 euro. L’operazione “funziona” se triangolata in una piazza che garantisca anonimato e riservatezza e la possibilità di far sparire in mille rivoli e in altre piazze “riservate” i suddetti utili da spartire. Ma cosa sono questi titoli over the counter (otc), utilizzati sempre in queste operazioni?

La parola chiave è Cdo, un prestito obbligazionario che nasce da una operazione di cartolarizzazione. Era un Cdo il titolo Alexandria che ha causato ingenti perdite a Monte dei Paschi. Sono titoli che sicuramente sono stati tra le principali concause della crisi finanziaria, il titolo tossico per eccellenza. In sostanza è un bond garantito da un portafoglio di debiti o bond sottostanti.

Vengono creati dalle banche d’affari che prendono titoli, in genere spazzatura come per esempio titoli di certe aziende o certi stati, debiti come i mutui, tramite società veicolo li impacchettano emettendo obbligazioni garantite dal portafoglio sottostante. A volte sono costruiti con derivati che ne aumentano ancora di più la pericolosità, a volte sono creati impacchettando altri Cdo, i cosiddetti Cdo al quadrato, come quello che ha inguaiato il Monte dei Paschi, il peggiore dei titoli tossici, una bomba innescata.

Le operazioni border-line si annusano lontano un chilometro e non ci vogliono dei premi Nobel per capirle, se poi la compliance della banca funziona, se l’autorità di vigilanza vigila, prima o poi il bubbone scoppia. Una domanda che il profano si fa è: come mai però ci si accorge sempre a danno fatto?

Evidentemente le falle nel sistema sono tante, i soldi che girano sono troppi, soldi che creano facilmente connivenze e omertà, tanto poi il cerino acceso finisce sempre nelle mani dell’ignaro risparmiatore che acquista in buona fede un fondo della propria banca, non capendo cosa c’è dentro e dove quindi sono sicuramente spalmate le perdite generate da questa spazzatura finanziaria. Oppure c’è sempre un governo vicino alle banche pronto a fare un mega prestito con i soldi sempre del solito risparmiatore-contribuente. Della serie: gli abbiamo fregato i soldi, ora gli chiediamo un prestito per tappare il buco…..si spera che nel frattempo almeno qualcuno vada in galera.

 

Articolo ripreso dal sito labissa.com