Investire in America Latina con l’aiuto dello Stato Svizzero 

La strategia di commercio estero della Svizzera, che prevede il rafforzamento delle relazioni con i paesi emergenti, non si limita alle parole. Dopo i suoi viaggi in India e Cina, il ministro dell’economia Johann Schneider-Amman parte ora alla volta di Brasile e Cile assieme a una delegazione di imprenditori.

Tra i principali obiettivi del viaggio (12-18 ottobre) vi è il consolidamento delle relazioni bilaterali con i due paesi sudamericani. La delegazione elvetica intende inoltre fare avanzare i negoziati in vista di un accordo di libero scambio tra l’Associazione europea di libero scambio (AELS) e il Mercosur, il mercato comune dell’America del Sud.

La visita del ministro svizzero non rappresenta soltanto un incontro tra nazioni che intrattengono relazioni da lungo tempo. Il Brasile, principale partner economico della Svizzera in America latina, fa in effetti parte del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), il gruppo di paesi con il quale Berna ha deciso di sviluppare gli scambi.

Il Cile è già dal canto suo un partner privilegiato della Confederazione, in particolare grazie all’accordo di libero scambio – il primo con un paese dell’America latina – in vigore dal 2004. «Grazie alla sua economia aperta e ai numerosi accordi di libero scambio, il Cile si presta molto bene a essere una piattaforma regionale per le attività economiche», si legge in un comunicato delle autorità elvetiche.

Nel corso dei colloqui si discuterà inoltre di come il Brasile ha gestito la problematica legata ai tassi di cambio, un tema affrontato anche dalla Svizzera con il forte apprezzamento del franco nei confronti dell’euro. Sempre in Brasile verrà firmato un accordo sugli scambi di giovani professionisti tra i due paesi.

Grosso potenziale ma anche tanti rischi

Quello in Brasile e in Cile è considerato un viaggio strategico. «Il Brasile è un paese con un grande mercato la cui importanza aumenterà nei prossimi anni. La sua crescita dovrebbe essere al di sopra della media, ciò che riveste molta importanza per tutti i settori della nostra economia», spiega Jan Atteslander, membro della delegazione elvetica.

Anche il Cile è importante per la Svizzera, sottolinea il responsabile delle relazioni economiche esterne presso la Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse). «Le nostre relazioni sono solide. Non soltanto grazie al trattato di libero scambio, ma anche per via dell’eccezionale politica economica del governo cileno».

Questo contesto positivo offre buone opportunità alle aziende attive nell’industria, in ambito sanitario e delle infrastrutture. «Anche il turismo costituisce un interessante settore d’investimento per le imprese svizzere», aggiunge Atteslander.

In Cile l’economia è stabile da diversi anni, la popolazione ha un buon livello di educazione e le infrastrutture sono buone, osserva Stefan Eiselin, viceredattore capo del settimanale economico Handelszeitung. «Il potenziale del Brasile è ancora maggiore: nella sola regione di San Paolo ci sono più persone che in tutto il Cile. E lo sviluppo economico del Brasile è impressionante».

Gli investitori elvetici, avverte Eiselin, non possono tuttavia ignorare i problemi. «In Brasile i rischi sono più alti. Il governo ha ridotto gli investimenti e nel paese continua a sussistere il pericolo di surriscaldamento del mercato immobiliare. Non si possono dunque escludere risvolti negativi».

Libero scambio

Alcuni osservatori ritengono che un accordo di libero scambio migliorerà l’accesso al principale mercato dell’America del Sud. «Abbiamo già dei buoni rapporti con il Brasile; potremmo comunque migliorarli ulteriormente facilitando il commercio e gli investimenti. Per questo sarebbe utile disporre di un accordo di libero scambio simile a quelli già conclusi con 23 paesi», sostiene Jan Atteslander.

Negoziati in questo senso sono già in corso tra il Mercosur e l’Unione europea. Le trattative erano state sospese nel 2006, ma la presenza della presidente brasiliana Dilma Rousseff al 5. Vertice Brasile-Ue, tenutosi a inizio ottobre a Bruxelles, è stata vista come un segnale positivo.

«Ovviamente ci aspettiamo che se il Brasile/Mercosur dovesse firmare un accordo di libero scambio con l’Ue, anche la Svizzera/AELS potrà giungere a un’intesa a breve termine», osserva Atteslander.

I negoziati non saranno però semplici. «Questi paesi hanno una posizione sempre più decisa nella difesa dei loro interessi e sono determinati a garantirsi dei benefici nelle trattative», aveva dichiarato al domenicale Nzz am Sonntag Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della Segreteria di Stato dell’economia, in occasione della recente visita della presidente indiana Pratibha Patil.

Articolo ripreso da swissinfo.ch