Il debito pubblico USA obblighera’ la FED al QE3 

Il deficit americano raggiunge i 1.300 miliardi di dollari e, nell’anno fiscale 2011, il disavanzo risulta essere il secondo più pesante della storia dopo i 1.490 miliardi di dollari del 2009. Si tratta del terzo anno consecutivo con un deficit sopra i 1.000 miliardi di dollari per gli Stati Uniti. Nel 2010 il disavanzo era pari a 1.290 miliardi di dollari. Rispetto al pil, il deficit 2011 è pari all’8,7%, in lieve calo (-0,3 punti percentuali) rispetto al 2010.

I dati del Dipartimento del Tesoro aumentano la pressione sulla commissione anti-deficit creata con l’accordo sull’aumento del tetto del debito, che entro il 23 novembre dovrà presentare al Congresso delle proposte per tagliare il disavanzo di 1.500 miliardi di dollari al fine di non far scattare tagli automatici. Nell’esercizio fiscale 2011 le entrate sono aumentate del 6,5% a 2.300 miliardi di dollari mentre le spese sono salite del 4,2% a 3.600 miliardi di dollari. Nel solo mese di settembre 2011 il deficit federale si è attestato a 65,6 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 34,6 dello stesso mese dell’anno precedente.

Nell’anno fiscale 2010 il disavanzo era pari a 1.290 miliardi di dollari. I dati del Tesoro sull’aumento del deficit si vanno ad aggiungere all’inatteso calo della fiducia dei consumatori: l’indice Michigan è sceso in ottobre a 57,5, ai minimi dal maggio 1980. L’economia americana cresce poco e il tasso di disoccupazione è elevato, aumentando le pressioni al ribasso sui redditi e limitando i consumi, motore dell’economia americana. I redditi degli americani sono scesi del 7% fra il 2000 e il 2010, registrando la peggiore perfomance decennale dal 1967. E le prospettive non sono rosee: secondo gli analisti non recupereranno il terreno perso fino al 2021. In base a un sondaggio del Wall Street Journal, la crescita americana sarà dell’1,5% quest’anno e accelererà nel 2012 al 2,3% e nel 2013 al 2,7%.

L’economia dovrebbe creare 1,5 milioni di posti di lavoro nei prossimi 12 mesi, con un tasso di disoccupazione che scenderà all’8,2% alla fine del 2013. La commissione anti-deficit, composta da 12 membri, non sembra aver compiuto alcun passo in avanti rispetto a quando si é riunita per la prima volta un mese fa. Lo stallo è sulle stesse motivazioni che hanno bloccato per settimane l’accordo sull’aumento del tetto debito: tasse e tagli ai programmi di assistenza quali il Medicare e il Medicaid.

I democratici non firmeranno alcun accordo che non includa un aumento delle entrate fiscali e i repubblicani sono anti-tasse. L’impasse sulle entrate significa che i democratici non faranno concessioni sul taglio a programmi come il Medicare.

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