Cosa sono i fondi di investimento riservati

I fondi di investimento riservati sono fondi di investimento (mobiliari o immobiliari, aperti o chiusi) non armonizzati UE, ossia a cui non vengono applicati gli stretti vincoli comunitari in rapporto all’investimento del patrimonio.

Ai fondi riservati partecipano soltanto investitori qualificati, precisamente: imprese di investimento, istituti di credito, agenti di cambio, società di gestione del risparmio (SGR), società di investimento a capitale variabile (SICAV), fondi pensione, imprese di assicurazione, società finanziarie a capo di gruppi bancari, fondazioni bancarie e persone fisiche e giuridiche in possesso di competenza specifica e certificata dalla CONSOB.

Tutti investitori con grosse disponibilità patrimoniali, insomma, ai quali è concessa una disciplina meno rigorosa riguardo ai limiti posti negli investimenti. Ciò si traduce in una maggiore flessibilità regolamentare e operativa, che permette loro di perseguire strategie di investimento con un rapporto rischio/rendimento più alto rispetto a quello che Bankitalia permette agli altri fondi.

Solitamente, i sottoscrittori dei fondi di investimento riservati possono effettuare versamenti di liquidità in più soluzioni (anche se sempre entro i limiti previsti nel regolamento di gestione).

A questa tipologia di fondi appartengono, per citare i due piu’ comuni, i PIF (Personal Investment Funds) che sono gestiti dall’autorita’ finanziaria di Malta e i SIF (Fondi di Investimento Specializzati) che sono sviluppati in Lussemburgo.