Credit Suisse blocca la cartolarizzazione dei mutui immobiliari

Il colosso bancario Credit Suisse sarebbe pronto a porre fine alle attività della propria divisione dedicata alle commercial mortgage backed securities, o CMBS, vale a dire titoli derivanti dalla cartolarizzazione di mutui su immobili commerciali. Lo rivelano al Wall Street Journal alcune fonti che preferiscono rimanere anonime.

Sempre secondo le indiscrezioni, due giorni fa il dirigente Albert Sohn avrebbe convocato nel quartier generale del gruppo a New York circa cinquanta dipendenti di tale settore, per annunciare il loro licenziamento. E in tale occasione avrebbe anche spiegato che il colosso bancario elvetico ha l’intenzione di ridimensionare alcuni business: entro il prossimo mese dovrebbe arrivare la decisione finale sull’intero settore delle cartolarizzazioni.

Continua, insomma, l’emorragia occupazionale a Wall Street: confermando le previsioni negative del Comptroller Thomas DiNapoli, che ipotizza la perdita di 10 mila posti di lavoro entro la fine del 2012.

Questa notizia costituisce anche un segnale delle condizioni complessive del settore. Come molte altre banche, Credit Suisse aveva interrotto le proprie operazioni nelle CMBS a seguito del tracollo del comparto immobiliare, per poi riprenderle l’anno scorso, quando sembrava aver ripreso vigore. Ma a partire da quest’estate il real-estate commerciale è andato incontro a una nuova fase di flessione. Ora non è chiaro come la banca abbia intenzione di operare.

Secondo le fonti, il team aveva già erogato prestiti per circa un miliardo di dollari, ma non li aveva ancora cartolarizzati. E l’istituto di credito potrebbe comunque, in una certa misura, continuare a operare transazioni con questi titoli. Resta il fatto che sono state nettamente ridimensionate le previsioni degli analisti, che all’inizio di quest’anno stimavano che la banca potesse disporre di un pacchetto di mutui su immobili commerciali del volume di 35-40 miliardi di dollari.

Testo articolo ripreso da valori.it