Gli anni perduti in Italia a causa del debito pubblico

Si torna dalle vacanze, ancora qualche giorno e poi di nuovo al lavoro, per chi può. La situazione generale non permette di essere ottimisti purtroppo.

Come ritorno alla vita normale vorrei fare delle libere considerazioni sullo stato dell’arte del “Pianeta Italia”. Il caldo di agosto ha fatto passare sotto silenzio alcune uscite dei nostri ministri che in tempi normali avrebbero avuto ben altra visibilità.

Possiamo dire, oggi, con certezza assoluta, che questo governo è in realtà un vero e proprio commissariamento dell’Italia. La situazione italiana l’anno scorso di questi tempi era probabilmente ben peggiore di quella che gli organi di informazione ci avevano prospettato. Altrimenti, vi siete chiesti com’è che un uomo volitivo e orgoglioso come Silvio Berlusconi, “per dover di Patria” abbia lasciato il timone e il passo ad un governo tecnico sorretto in Parlamento da una vera e propria coabitazione forzata dei due maggiori partiti italiani?

Non lo si è voluto dire, ma i dati di fatto sono inequivocabili. Le parole di Monti al meeting di CL poi, sono la testimonianza vera di ciò che è successo. “Siamo quasi fuori dalla crisi ma una generazione sta pagando un prezzo troppo alto” (la nostra generazione, quella dei 30-40 enni).

Di Monti si è detto tutto e il contrario di tutto. Membro della Trilaterale, uomo dei poteri forti, esponente della finanza mondiale che conta, liberista sfrontato, il vero attuatore delle idee di Licio Gelli. Chi più ne ha più ne metta. Forse qualcosa di vero ci sarà ma la verità è quella che appare dai fatti ed è lì davanti ai nostri occhi. Monti è un commissario nominato dalla BCE per evitare il tracollo del 3° Paese più importante della UE.

Monti al meeting di CL continua con altre rivelazioni interessanti: “La colpa di questo disastro è da imputare a coloro che negli anni ’70 e ’80 con deficit del 12-13% annui hanno amministrato in modo criminale il denaro pubblico e hanno continuato a produrre deficit come niente fosse, con totale disinteresse e sprezzo per le generazioni successive.

Ignobile incoscienza di tutti coloro che oggi vivono sulle spalle di una generazione che non avrà futuro. Monti continua: “Non si può parlare ancora di crescita, è troppo presto. Ci vorranno anni e le riforme cominciano a dare risultati dopo diversi anni. Ci sarà ancora da soffrire per diverso tempo”.

Quanto tempo? Beh, se guardiamo alla Germania direi una decina d’anni. Ma noi possiamo permetterci dieci anni di declino, quando siamo già con la lingua a penzoloni? Chi può davvero permettersi di aspettare tutto questo tempo? Nel frattempo, le generazioni dopo di noi come staranno? Che futuro avranno?

Il problema pesante è che la marcia forzata di Monti alla messa in sicurezza dei conti pubblici, non si è agganciato un programma politico che preveda futuro e certezze. La grande anomalia italiana, non è quella indicata oggi sul Corriere della Sera e cioè che in Italia lavora una persona su tre (le statistiche non prevedono coloro che lavorano in nero) ma il fatto che ad un commissariamento del governo e della politica economica italiana non faccia seguito un vero e proprio ricambio generazionale della politica italiana.

Vi siete chiesti perché i partiti politici a parte i minori hanno accettato il commissariamento? Credete davvero che sia stato per l’amor patrio? Ma figuriamoci! Tutto ruota intorno alla gestione del consenso. Monti si prende la responsabilità pesante di affossare la ricchezza privata italiana a fronte di un riequilibrio dei conti pubblici accentrando su di sé l’ira e l’odio di tutti e i partiti politici possono riciclarsi e ripresentarsi lindi e puliti in nome dell’amor patrio che hanno dimostrato nel gestire la crisi.

Alle prossime elezioni troveremo le stesse facce di prima, gli stessi autori del disastro, quelli responsabili della morte civile di una intera generazione. Quelli che vivono grazie al nostro lavoro, alla nostra voglia di emergere, alla nostra fedeltà alla bandiera. Gli stessi partiti, le stesse persone oppure altri partiti ma stesse persone che da 30 anni appestano la nostra vita lasciandoci una fattura salatissima da pagare. Monti tra le righe lo ha detto quando ha fatto riferimento ai 30 anni vissuti incoscientemente. Se pensiamo da quanti anni certi personaggi sono lì  facciamo molto presto a capire. Fini e Casini sono lì da 30 anni o quasi.

Se poi ragioniamo prendendo solo il periodo dal 1994, con il processo di “Mani Pulite” e la balla della fine della 1a Repubblica …. Cosa è cambiato? E’ cambiato tantissimo per noi cittadini, non è cambiato nulla per la casta e le corporazioni. Noi siamo gli animali sacrificali, siamo la carne da macello, il danno collaterale, l’oro da regalare alla Patria per ila gloria altrui. Noi non possiamo fare nulla se non andarcene.

Ancora Monti, quando era ancora Commissario Europeo (guarda caso commissario, evidentemente è il giusto mestiere per lui) disse che si trattava di una vera e propria prevaricazione generazionale e che “Non i sindacati dovrebbero fare sciopero ma una intera generazione”, defraudata dei suoi diritti di immaginare un futuro, aggiungo io.

Eppure Monti è stato lo strumento del Diavolo. Ha salvato la casta, ha forse salvato i conti pubblici, ma a noi ha tolto ogni barlume di speranza. 10 anni in queste condizioni significa che chi ha 40 anni oggi, ne avrà 50 e il tempo gli sarà passato davanti senza che lui abbia avuto la possibilità di costruirsi una esistenza degna di questo nome, garantendo egli stesso una esistenza ai propri figli.

Abbiamo creato un Paese di poveri ancora più poveri di quanto siano poveri i poveri oggi. E il costo sarà pazzesco. Chi lo pagherà?

La ricchezza si crea sulla ricchezza e non sull’eventualità di un domani incerto. Persino gli americani lo capirono alla fine della 2a Guerra Mondiale con il Piano Marshall. E allora via con il Manifesto della Generazione Perduta! Che sia un primo passo vero una vera e propria presa di coscienza, un inizio di ribellione democratica, di identificazione e di propensione alla difesa del proprio diritto all’esistenza!

 

Articolo di Andreas Voigt ripreso dal blog Innovando.it