Investire con il trading on line Binck bank

BinckBank a breve inaugurerà i suoi uffici in Italia diventando operativa. Cosa vi aspettate dal mercato italiano?

Binck è un solido operatore di primissimo livello olandese, al contempo snello e dinamico ed è quotato nella Borsa di Amsterdam. Ha avuto un processo di internazionalizzazione che ha visto aprire la prima filiale all’estero sette anni fa in Belgio, seguita da quella francese. Non sono mancati studi e ricerche prima di individuare il Paese successivo.

La scelta è ricaduta sull’Italia poiché vi abbiamo trovato un florido mercato del trading e un’attitudine all’utilizzo di strumenti finanziari simile a quella dell’Olanda. E quindi si è deciso di aprire una sede qui e speriamo di avere un buon successo.

BinckBank non è una banca generalista “full service”, ma si occupa esclusivamente di trading on-line. In cosa consiste la vostra offerta?

È vero, Binck non è una banca generalista, ma nemmeno un broker. Binck non opererà come altri broker esteri presenti in Italia, ma avrà un’entità giuridica di diritto italiano come succursale di banca estera. Con questa forma giuridica esercitiamo con le stesse modalità di Barclays o Ing Direct. Il cliente potrà aprire un conto corrente in Italia con un codice Iban e un dossier titoli. Tuttavia, pur essendo una banca, saremo focalizzati sui servizi di investimento e di trading.

Non offriremo prestiti, mutui, bancomat o libretto degli assegni, ma rimarremo legati ai servizi di investimento in strumenti quotati nei mercati regolamentati, ma niente Cfd o binary. Sono anni che in Italia non c’è la presenza di un nuovo operatore nel settore, se si escludono alcune iniziative di intermediari che, pur rimanendo all’estero, offrono servizi a clientela italiana.

Qual è il target di clientela a cui pensate di rivolgervi?

Si tratta di clienti appassionati di finanza con una buona dimestichezza con internet. Il nostro servizio sarà fruibile infatti interamente dal web. Ci sarà anche un backup telefonico che servirà per avere chiarimenti, ma il più sarà fatto online. È quindi un target di clientela autonoma, tanto che non avremo consulenza o reti di sportelli o di promotori finanziari. Noi forniamo un servizio di intermediazione ordini, senza report o una particolare view di mercato. Tuttavia tra i servizi non mancheranno diverse fonti informative che permetteranno all’investitore di muoversi all’interno delle piazze finanziarie.

Voi difatti facilitate l’accesso ai principali mercati, ma senza collocare prodotti specifici. Immagino non possiate nemmeno indicare quali sono a vostro avviso i prodotti su cui puntare in questo momento?

Binck è un puro intermediario per cui non ha analisti finanziari o un ufficio studi al proprio interno. Si pone in totale assenza di conflitti di interesse. È un fornitore di servizi efficienti per la negoziazione in Borsa, non colloca prodotti emessi da Binck né fornisce il trading in conto proprio come fanno molti broker esteri. Secondo me, poi, non esiste uno “strumento jolly”, sempre vincente. Tutto va rapportato alla propria propensione al rischio e alla propria finalità: voglio investire i miei risparmi, voglio speculare, voglio investire solo una parte del mio portafoglio? In base alla risposta a queste ed altre domande si può trovare il prodotto che si adatti meglio alle proprie richieste con diversi profili di rischio.

Avete dichiarato che il vostro obiettivo, con l’inaugurazione della nuova sede nello storico quartiere industriale milanese VenturaLambrate, sarà quello di creare un’autentica “fabbrica del trading”. In che modo?

Intanto abbiamo voluto scegliere una zona non centrale di Milano, né lussuosa o retrò poiché Binck ha nel suo dna di essere una banca giovane, informale e low cost. Di conseguenza, anche per non caricare i clienti di costi inutili di struttura o di arredi, abbiamo scelto questa zona perché incarna lo spirito di innovazione che ci appartiene.

Il quartiere VenturaLambrate, di marcate origini industriali ora dismesse, è diventato la sede di numerosi talenti creativi e nuovi designer. Inoltre abbiamo voluto inserirci qui perché sposiamo il contesto internazionale. Binck è una banca che mixa professionalità e cultura italiane con l’esperienza europea. Lo stesso team è composto da olandesi, americani e italiani e in ufficio si parla inglese.

Proprio riguardo alla nuova sede vi inserite in un contesto in cui design e creatività la fanno appunto da padroni, tanto che l’inaugurazione avverrà il 18 Aprile in occasione del FuoriSalone 2012. Ribadite così la vocazione di Binck all’innovazione.

Proprio in occasione dell’inaugurazione del FuoriSalone abbiamo pensato di offrire un aperitivo e aprire i nostri uffici. Binck ha nel suo dna la cultura dell’innovazione che ha trasformato in uno dei suoi punti di forza, tanto da risultare un player di primissimo piano, unico nel suo e genere e dunque non tradizionale.

 

Dottor Tedeschi, lei ha affermato che la vostra idea di fondo è di recuperare l’entusiasmo dei primi anni in cui il trading online è sbarcato in  Italia. Cosa è venuto a mancare secondo lei nell’ultimo periodo che voi invece puntate a ritrovare?

Io lavoro in questo settore da tanti anni e ho riscontrato che con l’andare del tempo diversi intermediari si sono allargati ad altri prodotti. Quasi tutti sono diventati banca, se già non lo erano, hanno introdotto i tipici servizi bancari quali bancomat, assegni e prestiti, più tipicamente di larga distribuzione, dedicando forse meno attenzione al settore specifico del trading. Noi nasciamo e vogliamo rimanere dei puristi del trading, 100% trading online.

Tra gli strumenti finanziari ci sarà un ampio ventaglio…

Sì, avremo tutti i prodotti quotati – azioni, obbligazioni, Etf, cover warrant, futures… – sui principali mercati regolamentati: italiano, europeo e americano. Occorre precisare che l’offerta dei prodotti e dei servizi non è ancora stata comunicata al mercato, ma lo sarà a breve non appena avvieremo l’attività commerciale. Come già detto però noi non forniamo indicazioni sugli investimenti. Sarà il risparmiatore a decidere in base alle proprie esigenze, al proprio portafoglio e all’orizzonte temporale e di rischio.

 

Il vostro proposito è di rendere comunque il trading accessibile a tutti. In che modo?

Noi vogliamo essere un operatore aperto al confronto coi clienti. Vogliamo instaurare un dialogo profondo con loro, cercando di seguirli e di venire incontro alle loro esigenze. Al contempo puntiamo ad accrescere la loro cultura finanziaria tanto che una delle prossime iniziative sarà quella di creare una biblioteca dedicata al trading qui nella nostra sede, dove i clienti e i prospect possano venire a leggere, a studiare o anche a prendere in prestito i libri. Speriamo già prima dell’estate di renderla operativa. Stiamo già raccogliendo dei volumi incentrati sul trading, testi perlopiù in lingua inglese, ma non solo. Penso ad esempio alle Guide Forex di Editrice Le Fonti. Anche in questo modo vogliamo diventare un punto di riferimento del settore.

 

E difatti Binck Bank è già un punto di riferimento nel settore: è la quinta banca in Europa per il trading online e con un rating a tripla A. Qual è il valore aggiunto che vi differenzia dagli altri player?

Il successo di Binck è stato quello di espandersi internazionalmente, riuscendo a coniugare l’esperienza internazionale con l’approccio locale. Quindi anche nelle altre nazioni ha saputo sfruttare una base solida proveniente dalla sede centrale di Amsterdam, ma sapendo interpretare al meglio le esigenze del territorio. Non è un caso che le persone che lavorano anche nelle altre filiali di Binck siano del luogo. In questo modo riescono a rapportarsi meglio con i clienti. Il servizio clienti della nostra succursale sarà qui in Italia. Ci sono broker internazionali che hanno un unico call center che gestisce un intero continente. Noi siamo una società di diritto italiano, dunque i soldi dei clienti restano qua.

 

Articoro ripreso da finanzaediritto.it