Investire in azienda significa evadere le tasse

Le comunicazioni sui beni delle aziende a soci e familiari funzioneranno come una sorta di redditometro per imprenditori: le nuove regole – introdotte con la manovra finanziaria 2011 (legge 148/2011) – possono servire al Fisco per la determinazione sintetica del reddito e per l’individuazione delle posizioni a rischio di evasione fiscale, da sottoporre pertanto a controlli.

E’ quanto emerso a margine dell’audizione presso la Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.

Le misure ai commi 36-terdecies e seguenti dell’articolo 2 introducono nuove indicazioni sul trattamento fiscale di questi beni e obblighi di comunicazione al Fisco, con modalità indicate dalla stessa Agenzia delle Entrate.

Tali beni sono dovranno essere considerati come redditi diversi –  quantificati con «la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento» – e pertanto concorreranno a formare il reddito imponibile del socio o familiare, mentre i costi dell’impresa non sono ammessi in deduzione.

Nuovi poteri di accertamento fiscale

Dopo ben due proroghe dovute a difficoltà tecniche, la scadenza per la comunicazioni al Fisco è fissata al 31 marzo 2013 e riguarda, per questo primo anno, il 2011: ciò permetterà, come ha spiegato Befera, «di effettuare l’azione di accertamento fino al 2016 (2017 in caso di omessa dichiarazione).

La ratio dell’intervento normativo è quello di «intervenire sulla pratica di concedere beni relativi all’impresa in godimento a condizioni più favorevoli rispetto a quelle che caratterizzano il mercato, vale a dire senza corrispettivo o con un corrispettivo inferiore a quello che sarebbe ritraibile secondo una libera contrattazione tra parti contrapposte e consapevoli».

Determinazione sintetica del reddito

Le informazioni contenute nelle comunicazioni consentiranno un’azione di monitoraggio fiscale delle varie posizioni e potranno essere usate per la determinazione sintetica del reddito, anche per qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società ( comma 36-septiesdecies dell’art 2).  Ed è in questo senso che le nuove regole fanno pensare ad una sorta di redditometro per gli imprenditori, nel senso che si tratta di una forma di accertamento sintetico:

Tuttavia, l’applicazione dei nuovi controlli per l’accertamento sintetico è complessa, perché ad esempio c’è la necessità di evitare la doppia imposizione.

Liste di soggetti a rischio evasione

Befera ha ricordato che l’Agenzia può usare le informazioni «a livello centrale, per individuare le posizioni a rischio di evasione, da segnalare alle strutture operative per i necessari controlli». Una misura simile a quella sul nuovo Redditometro 2012 e alla Comunicazione obbligatoria al Fisco dei dati dei correnti e dei movimenti finanziari.

La possibilità di utilizzare in tal modo i dati, par di capire, rappresenta una deroga  delle Disposizioni relative all’anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti previste dal Dpr 605/1973, che in realtà limitano i poteri che il Fisco ha sull’utilizzo di una serie di informazioni (in estrema sintesi, sono utilizzabili per la riscossione o nell’ambito di indagini finanziarie). La deroga è prevista dal comma 36-undevicies dell’art 2 della manovra di Ferrogosto e prevede appunto al possibilità di usare le informazioni per compilare liste selettive di contribuenti su cui, eventualmente, avviare accertamenti fiscali.

 

Articolo ripreso dal sito pmi.it