Investire in aziende innovative con un regime fiscale di favore

Lo scorso 19 ottobre è stato pubblicato il Decreto legge n. 179/2012 (il cd. “Decreto sviluppo bis” o “Decreto Crescita 2.0”)

Tra le novità del decreto è importante segnalare la Sezione X che riguarda “Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese in start up innovative” (artt. 25-32) in cui, per la prima volta nell’ordinamento italiano, vengono introdotti la definizione e i requisiti delle imprese in start up e dell’ incubatore certificato di imprese in start up.

Queste, in sintesi, le caratteristiche delle imprese “in start up innovative”:

a) sono società di capitali, costituite anche in forma di società cooperativa, di diritto italiano ovvero una SocietasEuropaea, residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del DPR n. 917 del 1986

b) sono società non quotate, detenute e controllate almeno al 51% da persone fisiche:

1. con non più di 48 mesi di attività;

2. con sede principale in Italia;

3. con fatturato annuo inferiore a 1 milione di euro;

4. che non devono distribuire utili;

5. aventi come oggetto sociale esclusivamente lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

6. che non devono essere state costituite per effetto di fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o ramo di azienda;

7. con obbligo di iscrizione in sezione speciale del registro delle imprese;

8. con contenuto innovativo identificato con almeno uno dei seguenti requisiti:

i) almeno 30% delle spese in ricerca e sviluppo;

ii) almeno 1/3 della forza lavoro complessiva costituita da ricercatori o dottori di ricerca o dottorandi, impiegati come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo;

iii) essere titolari o licenziatarie di brevetto.

Per le start up vengono immediatamente messi a disposizione circa 200 milioni di euro (tra fondi stanziati dal decreto sotto forma di incentivi e fondi per l’investimento messi a disposizione dal Fondo Italiano Investimenti della Cassa Depositi e Prestiti).

Vengono introdotte deroghe al diritto societario per consentire una gestione più flessibile delle esigenze di governance tipiche delle start up, soprattutto se costituite sotto forma di s.r.l..

In particolare, sono introdotte le seguenti facoltà:

  • estendere di 12 mesi il periodo di cd “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo;
  • facoltà di utilizzare, anche per le start up innovative costituite in forma di s.r.l., istituti ammessi solo nelle s.p.a., in particolare la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci;
  • facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in start up innovative costituite in forma di s.r.l.; l’offerta può avvenire anche attraverso piattaforme online per la raccolta di capitali (crowdfunding);
  • facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni, qualora l’operazione venga effettuata in attuazione di piani di incentivi che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere e servizi, anche professionali.

Vengono, inoltre, ridotti gli oneri per l’avvio della start up innovativa attraverso l’esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese e dal pagamento dei diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.

Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli simili ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese in start up innovative e degli incubatori certificati.

Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. L’obiettivo è facilitare la partecipazione diretta al rischio di impresa, attraverso, ad esempio, l’assegnazione di stock options al personale dipendente o collaboratori di un’impresa start up.

Inoltre, tenendo conto dell’elevato rischio economico assunto da imprese in start up innovative, si sottrae la start up alle procedure concorsuali vigenti, prevedendo che vengano assoggettate, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovra-indebitamento, applicabile a soggetti non fallibili che non prevede la perdita di capacità dell’imprenditore ma la mera segregazione del patrimonio, destinato a soddisfare i creditori.

 

Articolo ripreso dal sito partneraziendale.it