Investire in obbligazioni

In un’economia e in un mondo ormai globalizzato non è più necessario trasferirsi fisicamente in un paese straniero per sfruttare le opportunità di guadagno e di crescita. In questa occasione parliamo di come sfruttare le opportunità ma anche di come evitare la bolla obbligazionaria.

Come già più volte accennato se osserviamo il comparto obbligazionario delle vecchie economie ci rendiamo conto di una situazione paradossale in cui ci sono rendimenti a volte addirittura negativi su prestiti obbligazionari, possiamo parlare quindi di bolla obbligazionaria. La quantità di denaro investita in questo comparto, nonostante ciò, è enorme e quando i timori che hanno portato a fare queste scelte si attenueranno o addirittura scompariranno, vedremo sgonfiarsi le quotazioni di questo segmento di mercato.

Allora si deve evitare di investire in obbligazioni? Assolutamente no. Beh prima di tutto è meglio evitare di allocare i risparmi in singoli titoli per evitare rischi di default, ma soprattutto non tutti i paesi del mondo hanno rendimenti inflazionati dal rischio.

E’ per esempio il caso delle obbligazioni di paesi emergenti, dove il rapporto debito/PIL è a livelli molto più che accettabili. Ma attenzione perchè sono passati ormai dieci anni da quando nel mondo finanziario è stato “scoperto” il mercato cinese e oggi il fascino di questo paese comincia a mostrare i segni del tempo: la crescita del PIL cinese avviata grazie alla mancanza di politiche sociali, allo sfruttamento del lavoro e all’impossibilità di fallimento sono caratteristiche del passato dell’economia cinese. Una valutazione simile la possiamo fare per il Brasile: dieci anni fa sembrava dovesse dichiarare default come l’argentina, oggi le obbligazioni governative di Brasilia hanno un rating tripla b – sono stati scalati quattro gradini della scala di valutazioni – ma oggi lo spread a 100 punti con i treasury americani sembra eccessivamente basso.

Ci sono però paesi emergenti, con valute molto forti e con risorse molto importanti come il Messico o alcuni paesi del continente nero che possono offrire ottime opportunità di investimento del segmento obbligazionario.

Quindi, stiamo parlando di un segmento della diversificazione in strumenti – da non confondere con la diversificazione di prodotti – e nell’ambito di questa diversificazione stiamo valutando la diversificazione geografica, senza bisogno di trasferirsi in Messico o in Malaysia si possono approcciare investimenti obbligazionari in queste aree.

Aggiungo che in taluni casi la soluzione dell’investimento obbligazionario corporate è addirittura preferibile perchè nei paesi emergenti ci sono moltissime società che sono considerate a rischio per le instabilità politiche di quei paesi ma i prestiti sono denominati in Euro o dollari USA e, proprio grazie alla globalizzazione, le attività sono sparse in tutto il mondo. Annullando di fatto il rischio politico e quindi offrendo rendimenti migliori rispetto alla valutazione del rischio. Lo stesso si può dire, in parte, anche per il segmento corporate (corporate = obbligazioni, quindi prestiti ottenuti dal pubblico dei risparmiatori, fatti da aziende private) delle vecchie economie dove ci sono aziende che hanno le loro sedi in Italia, Francia, Germania o America ma che ormai hanno decentrato in più paesi del mondo le loro attività e le loro fonti di reddito. Pensate per esempio a Fiat che ha stabilimenti in tutto il mondo e vende più in USA che in Europa.

 

Articolo ripreso dal sito bussolafinanziaria.it