Investire in titoli trattati sui mercati OTC

La riforma dei mercati over the counter – ovvero di quelle piattaforme “occulte”, nelle quali i grandi investitori scambiano titoli grazie ad accordi tra le parti, lontano dagli occhi degli organismi di vigilanza – dovrà essere predisposta, e dovrà trattarsi di un provvedimento «aggressivo». A chiederlo è stato ieri il Financial Stability Board, che ha sottolineato come la nuova disciplina dovrà essere introdotta non oltre la fine del prossimo anno.

«Fino ad oggi solamente pochi membri del FSB hanno approvato leggi atte a regolare tale mercato, nonostante esso sia accusato di essere una delle cause della crisi finanziaria degli ultimi anni», ha sottolineato l’organismo in un comunicato. Eppure di riformare le piattaforme Otc si parla ormai da anni: per lo meno dal G20 che si tenne a Pittsburgh nel settembre del 2009, quando le grandi potenze avanzate ed emergenti affermarono di essere consapevoli della necessità di fornire una risposta sul tema. «Un’azione coerente da parte di tutti i Paesi è quindi urgente e necessaria», ha ammonito il FSB.

Quest’ultimo pubblicherà un nuovo rapporto sull’andamento dei mercati “occulti” , che dovrebbe essere pubblicato nella primavera del 2012.

Ma già si sa che le richieste per regolamentare il settore sono sostanzialmente due: innanzitutto l’obbligo, per chi effettua compravendite sui mercati Otc, di dichiarare gli affari conclusi, i cui riferimenti dovranno essere inseriti in un registro centralizzato. In secondo luogo l’utilizzo di sistemi atti ad identificare tutti i soggetti coinvolti nelle transazioni.

Articolo ripreso da valori.it