Investire nel settore bancario e’ ancora un azzardo

A partire dalla crisi del 2008, gli sforzi dei regolatori finanziari di tutto il mondo si sono concentrati per evitare che le “too big to fail” possano mettere ancora a rischio l’equilibrio del sistema globale, obbligando gli Stati a intervenire di tasca propria per salvarle. Ma, secondo un editoriale di Simon Johnson pubblicato dall’agenzia Bloomberg, la strada è ancora lunga.

Negli Stati Uniti si spera che a garantire una via d’uscita sia il Dodd-Frank Act. Quest’ultimo infatti conferisce ai regolatori federali il potere di prendere possesso degli istituti in difficoltà e cessarne le attività. Nel 2008 non c’è stata alternativa alla bancarotta (vedi Lehman Brothers) o all’intervento di salvataggio pubblico (è il caso di American International Group). A detta dei promotori del Dodd-Franc Act, se la Fdic nel 2008 avesse avuto i poteri che ha ora, avrebbe potuto operare un intervento maggiormente selettivo, decidendo quali creditori tutelare e su quali basi.

Ma, secondo l’agenzia americana, non si tratta di una ricetta sufficiente. I motivi sono molteplici: innanzitutto, il Dodd-Frank Act è limitato alla giurisdizione degli Stati Uniti. I colossi bancari, però, operano su scala globale: e finora nessun organismo internazionale (tanto meno il G8 o il G20) si è impegnato per raggiungere un accordo su questi temi.

Ciò accade, secondo Johnson, perché gli Stati vogliono avere l’ultima parola per tutelarsi in circostanze di crisi. Inoltre, i poteri di smantellare gli istituti in crisi esistono già: ma non è detto che il governo sia pronto ad assumersi la responsabilità di metterli in atto in via preventiva, prima che il tracollo si sia verificato. Il terzo argomento sollevato dall’articolo è proprio la possibilità di scaricare alcune perdite sui creditori: il che, si argomenta, potrebbe alimentare il panico nei mercati.

Insomma, le “too big to fail” rimangono un problema irrisolto. Finora nessuno è riuscito a obbligare le banche a ridurre le proprie dimensioni, e semplificare la propria struttura organizzativa, in modo tale da poter fallire senza travolgere l’intero sistema. Se ciò fosse già accaduto, non ci sarebbe nemmeno bisogno della Fdic. E, finché non si risolverà tale questione, l’ente non sarà mai del tutto credibile.

Articolo ripreso da valori.it