Investire nel titolo Montepaschi

Prosegue la querelle intorno a Rocca Salimbeni. È stato convocato per il prossimo 6 febbraio il cda di Montepaschi per l’esame finale delle posizioni “a rischio” emesse negli ultimi anni dalla banca. Si tratta di una “revisione dei conti” in linea con le analisi condotte a partire dallo scorso ottobre da Eidos e Price Waterhouse & Coopers che prevedono per l’istituto oneri nell’ordine di 550 milioni di euro (300 per Santorini e 250 per Alexandria).

Allo stesso tempo va avanti anche il botta e risposta sulle responsabilità in seno ai vertici dell’istituto senese in una vicenda in cui tutti sapevano e non c’erano (ma se c’erano dormivano). Insomma, le tre scimmiette di nipponica memoria si sono stabilite in Rocca Salimbeni e non resta che attendere gli sviluppi dal punto di vista finanziario e penale.

Sì perché mentre si indaga sulle responsabilità di una gestione sconsiderata, di un gioco di prestiti, derivati e bilanci truccati, c’è anche un filone dell’inchiesta aperto dalla magistratura senese relativo al «reperimento di risorse per l’acquisizione di Antonveneta e per finanziamenti alla Fondazione Monte dei Paschi, la comunicazioni agli organi di vigilanza, le operazioni sul titolo per alterarne il valore e, da alcune settimane, anche le operazioni in derivati» come riferito ieri dall’Ansa.

Infatti, stando alle carte, gli inquirenti avrebbero raccolto numerosi elementi relativi a condotte fraudolente messe in atto dall’amministrazione di Mps già nel 2007, condotte suffragate dalla necessità di reperire più di 10 miliardi necessari per l’acquisizione di Antonveneta che, all’epoca dei fatti, era in mano a Santander, aveva un valore stimato intorno ai 6 miliardi di euro, ma era stata acquisita da Mps per un controvalore di nove miliardi a cui si aggiungevano ulteriori spese che avevano fatto lievitare il prezzo. Insomma, un’operazione palesemente in perdita che serviva, però, alla banca di Siena a mantenersi liquida in un momento in cui voleva combattere sullo stesso piano di colossi al pari di Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Intanto il panico inizia a serpeggiare tra i correntisti e, nei giorni scorsi, l’istituto ha deciso di utilizzare un mezzo di comunicazione diretto per acquietare gli animi.«In questi ultimi giorni le notizie che riguardano il Monte dei Paschi di Siena hanno generato una evidente preoccupazione. Abbiamo costantemente seguito gli articoli, i commenti e le impressioni che, dalle testate giornalistiche ai singoli utenti, hanno attraversato la rete e non possiamo non comprendere lo stato d’animo e gli interrogativi che vengono posti da più parti – scrive Mps sulla sua pagina ufficiale di Facebook –.

La Banca, dal Consiglio di Amministrazione a tutti i dipendenti, non smetterà di lavorare, non mostra alcun problema ed è in piena e normale operatività mentre il finanziamento oneroso dello Stato, garantirà l’adeguamento patrimoniale ai parametri richiesti. In questi giorni, sia l’Amministratore delegato Fabrizio Viola che il presidente, Alessandro Profumo, sono intervenuti su tutti i media per dare le risposte necessarie al chiarimento di ogni dubbio». Sarà, sapremo presto se le rassicurazioni sono bastate.

 

Articolo ripreso da professionefinanza.com