Investire nell’oro in Grecia

Partiamo dalle parole di un economista Greco: “Il GDP (Gross Domestic Product, il PIL insomma) è crollato di 47 miliardi di euro (in un paese che ha 11 milioni di abitanti, in proporzione l’equivalente in Italia sarebbe 270 miliardi) negli ultimo 5 anni. Si stima che l’economia si contrarrà di un altro 3,8% nel 2013 a segnare il sesto anno di fila di recessione! La disoccupazione è arrivata al 24,7%. La disoccupazione giovanile .. al 55,4%! Ma niente paura! Abbiamo il sole, il mare, la cultura.”

Ma a quanto pare hanno anche qualcos’altro: ORO.

L’anno scorso la compagnia mineraria canadese Eldorado Gold Corp ha sganciato 2,4 miliardi di dollari per acquisire la European Goldfields, che lavora da anni per sviluppare le miniere d’oro greche di Skouries e di Olympias. La Eldorado possiede anche il Perama Hill project. Le attese sono per una produzione di 345.000 once d’oro l’anno.

Intanto la compagnia australiana Glory Resources Ltd sta sviluppando la miniera di Sapes da cui si attende una produzione di 80.000 once d’oro l’anno.  

Le quattro miniere messe assieme dovrebbero produrre sulle 425.000 once d’oro l’anno per il 2016 e cioè, al prezzo di oggi, qualcosa come 750 milioni di dollari l’anno, e questo farebbe della Grecia il più grosso produttore d’oro in Europa.

Questi progetti sono stati bloccati per una decade da problemi burocratici, gruppi di ambientalisti, resistenze locali (si usano grosse quantità di cianuro per separare l’oro dal resto del macinato di roccia) e partiti di sinistra, nonostante le compagnia spingano sul fatto che le miniere sarebbero una manna in tasse, royalties e lavoro.. beh, 1.700 posti di lavoro per 1 milione e 170 mila disoccupati.

Ma tutto quello che abbiamo detto sinora potrebbe essere solo una grattatina alla superficie della questione vera, come si dice (espressione ‘mmericana). “Crediamo che la Grecia abbia il potenziale per diventare un produttore d’oro fra i più importanti al mondo ha detto il chairman della Glory, Jeremy Wrathall, il quale dice di trovare “bizzarro” il fatto che il paese sia ancora “virtualmente inesplorato” e si dice molto fiducioso di aver “svegliato il potenziale dell’industria mineraria”.

Eduardo Moure, il general manager della Eldorado per la Grecia, ha simili visioni: “Penso che la gente si renderà conto che noi siamo parte della soluzione, una forza di cambiamento positivo”.

I lavori sono in fase avanzata alle miniere della Eldorado di Olympias e Skouries nella regione dell’ Halkidiki, la penisola del nord della Grecia, in Macedonia, la stessa regione in cui si trova il monte Athos, world heritage site.

Nel luglio 2011 il ministero dell’ambiente Greco ha aggiudicato le licenze per l’estrazione dell’oro e tensioni si sono manifestate a marzo di quest’anno con occupazioni delle sedi stradali che portano alla cava di Skouries sul Monte Kakkavos, con scontri dei manifestanti con i lavoratori della cava. Protestanti hanno interrotto anche il consiglio del vicino villaggio di Ierissos, dove si discuteva il progetto, con una rivolta vera e propria, auto ribaltate e combattimenti per le strade con la polizia antisommossa. Un membro del comitato anti miniere ha poi detto al giornale Kathimerini, “Accetteremo solo una cosa: il completo abbandono di questi progetti che sconvolgeranno e inquineranno la zona distruggendo il turismo e alla fine lasciandoci più poveri e con un territorio devastato, mentre l’oro finirà dappertutto tranne che a noi”.

Cittadini della zona, associazioni, cooperative e gruppi di professionisti hanno inoltrato 6 appelli al Consiglio di Stato, la massima corte greca, per fermare ulteriori sviluppi del settore minerario, che distruggerebbe le foreste, l’ecosistema e il turismo. Ma il 24 luglio la Corte ha emesso rigettato il primo appello affermando che gli investimenti minerari sarebbero “molto di beneficio all’economia”.

 

Articolo ripreso dal blog ArgentoFisico su Blogspot.com