L’abolizione del contante danneggia anche gli investimenti in attivita’ produttive

Cobraf – Uomini e Quaquaraquà  Articolo Di GiorgioFra, 10 Settembre 2012

Tutti gli uomini, in qualche modo, tendono a sopravvalutarsi. Ognuno di noi crede di avere qualità di cui, in realtà, è privo, oppure ne è dotato in misura limitata.

Questa caratteristica, trasversale rispetto alla cultura o al censo, è propria anche della classe politica. Molti credono, sbagliando, che un dittatore o una oligarchia siano tenacemente aggrappati al potere al solo scopo di goderne i vantaggi ed i privilegi. In realtà ciò che spinge queste categorie a non cedere il proprio potere, anche a costo di commettere crimini efferati, è la convinzione che, essendo dotati di capacità straordinarie ed esclusive, hanno il dovere di governare il paese, perché nessuno saprebbe fare il bene del popolo meglio di loro.

Può sembrare strano affermare che, in fondo, agiscono in buona fede. E quand’anche distribuiscono privilegi di varia natura ai familiari ed agli amici, lo fanno nella convinzione di riscuotere la loro giusta parcella.

Quando perseguitano i loro oppositori lo fanno con la giustificazione che la loro attività danneggia la nazione. Ed effettivamente sono convinti che se cedessero il potere ad altri la nazione ne soffrirebbe. Non riescono a capire come mai esistano persone che non concordano con le loro scelte, che sono le più sagge e le più opportune che un governo possa attuare.

Anche i parlamentari dei paesi democratici, in cuor loro, non comprendono per quale motivo di tanto in tanto si debba andare a votare. Sono a tal punto convinti di avere qualità che li eleva al di sopra della massa, da considerare giusto ed opportuno che il loro potere sia riconosciuto vita natural durante, eliminando le fastidiose ed inutili elezioni.

Naturalmente si guardano bene dal sostenere pubblicamente queste tesi, e soccombono, con malcelata rassegnazione, alla farsa elettorale.

La democrazia è, da un certo punto di vista, una anomalia storica che vive perennemente in equilibrio precario. Questo equilibrio è garantito dal fatto che la popolazione potrebbe ribellarsi all’instaurazione di una dittatura, avendone, naturalmente, gli strumenti.

Questi strumenti sono: la possibilità di comunicare segretamente, la possibilità di fuggire, la possibilità di nascondersi, la possibilità di muoversi senza essere rintracciati, la possibilità di dare e ricevere denaro.

Purtroppo pochissime persone hanno coscienza del fatto che questi “strumenti” garantiscono che coloro che in un determinato momento governano un paese non trasformino il proprio mandato a termine in un mandato a vita.

L’obbligo di ricandidarsi ad ogni elezione costringe i politici ad operare tenendo conto della volontà popolare, almeno in parte. L’assenza di questo obbligo trasformerebbe qualunque democrazia in una oligarchia probabilmente ereditaria, ed esporrebbe qualunque cittadino alle vessazioni, al controllo, all’arbitrio del governo.

Per questa ragione, qualunque uomo che abbia dignità, e che cioè non rinuncerebbe a quelle prerogative naturali ed inalienabili che gli sono proprie, deve lottare con tutte le forze e con tutti i mezzi affinché gli “strumenti” utili a garantire l’equilibrio democratico non gli siano sottratti.

Invece è con grande amarezza che prendo atto che la gran parte delle persone è insensibile a queste istanze, e si lascia facilmente abbindolare dalle strumentali lusinghe del potere. Potere che, per giustificare il proprio operato, adduce le più inconsistenti giustificazioni, non confutate se non da una minoranza che non dispone dei mezzi per far ascoltare la propria voce.

Sembra che, da luglio dell’anno prossimo, verrà imposto l’obbligo di effettuare esclusivamente per via elettronica le transazioni di importo superiore alle 50 euro. Si tratta dell’ulteriore passo per arrivare all’abolizione totale del contante. Già da anni sostengo che l’obiettivo finale dei poteri occulti è quello di abolire il denaro contante.

Pochi si rendono conto delle conseguenze di questa cosa.

Innanzi tutto il controllo su ogni singolo individuo sarebbe totalePotrebbero sapere cosa leggiamo, quali locali frequentiamo, cosa acquistiamo. I soliti imbecilli, perché di imbecilli si tratta, sostengono che chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe preoccuparsi. Invece io pretendo di avere il diritto di andare a puttane e di fare un regalo all’amante senza che nessuno lo sappia. Pretendo di avere il diritto di non far sapere quante volte al mese vado a mangiare la pizza o vado al cinema. Pretendo il diritto alla segretezza su ogni azione della mia vita.

Ma sopratutto voglio esercitare il diritto di detenere il denaro che mi appartiene nel luogo che più mi aggrada. Pretendo di esercitare il diritto di nascondere il denaro che mi appartiene e farne quel che Kazzo mi pare. Pretendo di avere il diritto di prendere il denaro che mi appartiene e fuggire all’estero, qualora mi sentissi un perseguitato politico o semplicemente desiderassi vivere altrove.

Invece mi si negherebbe l’esercizio di questi diritti, oltre al fatto molto più grave che l’intera mia esistenza sarebbe alla mercè di chi detiene il potere. Sarebbe sufficiente un clik per bloccare il mio conto, impedendomi di ricevere o dare denaro. Ora io mi chiedo se ci si rende conto della gravità di una cosa del genere.

Ogni opposizione politica potrebbe essere annichilita bloccando i conti di tutti coloro che sarebbero sospettati di “attività antinazionale”. La stessa mancanza di denaro impedirebbe la diffusione di una stampa clandestina, o lo spostamento da un luogo all’altro. In pratica l’esercizio ed il mantenimento del potere sarebbero a tal punto agevolati da impedire qualunque rivolta sociale che tenti di abbattere la tirannia.

Chiaramente il disegno diabolico del controllo sociale totale viene occultato da giustificazioni dalla facile presa popolare ma totalmente false.

La criminalità organizzata se ne fa un baffo dell’assenza del contante, considerando che la gran parte delle attività sono svolte da società perfettamente regolari che lavorano, nella sostanza, in regime di monopolio. Chi chiede il pizzo, ad esempio, vi costringerà a sottoscrivere un contratto per la pulizia delle vetrine al prezzo da loro stabilito, con tanto di rilascio di fattura. Il costruttore sarà obbligato a comprare il cemento da certi fornitori. I fruttivendoli di Milano saranno costretti a rifornirsi da certi grossisti, tutti in regola con leggi e regolamenti.

Mi diceva qualche giorno fa uno spacciatore che loro sono già preparati all’abolizione del contante. Mi spiegava che basta acquistare un bar scassato che vende aperitivi a 30 euro l’uno. Chi vuole acquistare stupefacenti va al bar ed ordina tanti aperitivi corrispondenti alla somma che si vuole spendere. Dopo di che va dallo spacciatore e paga con lo scontrino. Lo spacciatore, a sua volta, riscuote il denaro dal bar rilasciando fattura per prestazioni artistiche: praticamente racconta barzellette.

Mi sembra chiaro che l’abolizione del contante non serve assolutamente ad eliminare la criminalità, al massimo a farle pagare le tasse.

E forse il punto è proprio questo. Oltre al controllo sociale l’abolizione del contante serve sopratutto ad aumentare le entrate fiscali. Ma non, chiaramente, per garantire migliori servizi ai cittadini, ma per garantire il pagamento degli interessi all’oligarchia parassitaria che vive sulle spalle di tutti noi.

Qualche fesso pensa che il debito pubblico dovrà diminuire. In realtà il debito pubblico resterà alto, anzi credo che tenderà ad aumentare, perchè è il sistema più raffinato per depredare i popoli facendoli sentire colpevoli di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità.

Viviamo in un contesto truffaldino possibile grazie alla inconsistenza di una popolazione nella quale gli uomini stanno diventando una sparuta minoranza, mentre la gran parte delle persone è costituita da miserabili pecoroni, incapaci di usare il proprio cervello e inebetiti da una televisione divenuta strumento di devastante efficacia all’attuazione dei disegni criminali delle oligarchie parassitarie.