L’economia cinese inizia a rallentare

La Cina ha riaffermato oggi il suo giudizio positivo sulle misure anti-crisi prese la scorsa settimana dal vertice dell’Ue di Bruxelles.

Ma a preoccupare Pechino è il rallentamento della crescita, causato dalla diminuzione delle esportazioni sui mercati stagnanti di Europa e Stati Uniti, che potrebbe causare la temuta «instabilita» sociale», vale a dire la messa in discussione del monopolio del Partito Comunista Cinese sulla vita politica del paese.

Pechino, ha sottolineato il portavoce del ministero degli esteri Liu Weimin, «accoglie con favore» le decisioni di procedere al rafforzamento delle regole per il rispetto della disciplina fiscale e dei meccanismi di sicurezza finanziaria della zona dell’euro.

«Speriamo che le misure possano aiutare a calmare i mercati, rafforzarne la fiducia, impedire alla crisi di peggiorare, promuovere l’occupazione e la crescita e spingere verso una maggiore integrazione europea», ha detto il portavoce. Liu Weimin ha aggiunto che «essendo la più grande economia del mondo», la crescita «stabile e sana dell’Unione Europea e dell’Eurozona «sara» cruciale per mantenere il ritmo della ripresa dell’economia mondiale».

«Abbiamo fiducia nell’Europa e nell’area dell’euro», ha sottolineato il portavoce, che ha aggiunto che la Cina «continuera» con vari mezzi ad aiutare gli sforzi dell’Ue per superare la crisi del debito sovrano». Il portavoce cinese non ha fatto menzione della rottura che si è verificata tra la maggioranza dei membri dell’Unione e la Gran Bretagna, che si è dissociata da quelle decisioni.

 

Testo ripreso da gazzettadelsud.it