La BCE offre meno finanziamenti alle banche italiane

Diminuiscono i finanziamenti chiesti dalle banche italiane alla BCE: si è passati cioè dai 273,268 miliardi di euro di fine novembre 2012 a 271,784 miliardi a fine anno. I dati, resi noti nella pubblicazione mensile di Banca d’Italia su aggregati di bilancio e riserve ufficiali, mostrano con evidenza il calo delle richieste di denaro a Francoforte, soprattutto se messi a confronto con i dati relativi al mese di luglio, quando si era toccato il picco di 283,27 miliardi di euro. È il livello più basso del 2012, dopo quello registrato a maggio (272,7 miliardi).

Dopo l’accelerazione iniziata più di un anno fa, il livello di ”prelievi” dalle banche italiane della madre europea è tornato a scendere. In particolare, si assiste a una diminuzione della partecipazione ai finanziamenti principali a sette giorni, che passa a 3,488 miliardi dai 3,680 miliardi di novembre. E calano anche i finanziamenti più a lungo termine, seppur in misura minore, passando da 269,588 miliardi di euro di novembre a 268,296 miliardi di fine 2012.

Numeri che, se non rappresentano ancora una boccata d’ossigeno, di certo mostrano un graduale miglioramento della situazione sul mercato interbancario, che torna a stabilizzarsi dopo la crisi del 2011-2012. Da giugno 2011, infatti, le richieste di fondi avanzate dalle banche italiane all’istituto guidat dall’ex numero uno della Banca d’Italia Mario Draghi sono cresciute progressivamente, passando dai 41 miliardi del giugno 2011 a una media di 270/280 miliardi di euro – crescita dovuta allo svolgimento delle due maxi-operazioni di rifinanzimento triennali, la prima a dicembre 2011 e un’altra a febbraio 2012, per un totale di circa 1.000 miliardi.

Per una volta, dunque, una buona notizia. Che migliora ancora se si pensa che, tale fenomeno, interessa in varia misura l’intera eurozona. Basti pensare ai dati relativi a Portogallo e Spagna: nel primo caso, le richieste sono scese a 52,8 miliardi – il minimo degli ultimi mesi – e in Spagna i dati evidenziano una riduzione di oltre 44 miliardi di euro rispetto al picco di 412 miliardi toccato a fine agosto – si tratta in realtà di dati relativi a fine novembre, mentre quelli di fine anno verranno pubblicati la prossima settimana.

 

Articolo ripreso dal sito fasi.biz