La consulenza sui prodotti finanziari

È arrivata la firma sul tanto atteso decreto che disciplina i requisiti patrimoniali e di indipendenza delle società di consulenza finanziaria indipendente (Srl e Spa), insieme ai requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali delle stesse società.

Siamo al punto di svolta? Lo abbiamo chiesto a Cesare Armellini, presidente di Nafop, l’associazione dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente fee only con circa 300 associati tra professionisti, società e studi professionali.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato il tanto atteso decreto che disciplina i requisiti patrimoniali e di indipendenza delle società di consulenza finanziaria indipendente. Siamo davvero a un punto di svolta?

La nostra associazione, fondata nel 2005 per dare voce ai professionisti e alle società di consulenza in materia di investimenti senza conflitti di interesse e remunerata esclusivamente a parcella dai clienti, ha sviluppato un’intensa campagna di lobbying da diversi anni affinché la Mifid fosse recepita correttamente nel nostro Paese e i consulenti indipendenti potessero essere individuati e riconosciuti dagli investitori privati, dalle aziende e dagli istituzionali. In Italia, dove il mercato finanziario è dominato dal sistema bancario e in misura più limitata dalle reti di vendita, non è stata un’impresa facile, ma ci siamo riusciti, e con la firma del professor Monti siamo a una svolta. Con questo governo riusciremo a concretizzare quello che a detta di molti sarà un passo importante che rivoluzionerà il panorama finanziario italiano, l’istituzionalizzazione di una categoria professionale che opera in assenza di conflitti di interessi nei consigli ai clienti.

Questo vuol dire che il documento sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. Quali sono i tempi secondo lei?

Non facciamo previsioni, ma secondo quanto ci è stato riferito da dirigenti del Ministero dell’Economia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe essere imminente.

Voi siete stati i primi a comunicarlo. Siete soddisfatti in quanto associazione? Cosa vi aspettate a questo punto?

La soddisfazione è grande perché importante è il traguardo che ci attende. Ci aspettiamo la creazione di un Albo all’interno del quale siano annoverati quei soggetti che possono prestare il servizio di consulenza indipendente. Ovviamente non vogliamo il tradizionale Albo burocratico e costoso ma snello come può essere un semplice registro degli iscritti. Ogni risparmiatore che sia un privato, un’azienda o un istituzionale deve avere la possibilità di individuare facilmente i professionisti o le società a cui affidarsi per le proprie scelte di investimento che non abbiano potenziali conflitti di interesse con chi colloca prodotti finanziari.

Cosa cambierà per la professione con l’arrivo dell’Albo di categoria? A chi fa paura?

Come noto, in finanza più rischi vengono trasferiti al cliente più si guadagna: è questo il famigerato conflitto di interessi. Trasparenza delle scelte di investimento e riduzione dei rischi e costi a carico dei risparmiatori saranno il tema dominante.

Alla firma di un contratto, in genere rinnovabile di anno in anno, all’interno del quale è stabilita una parcella, il denaro rimane presso la banca di fiducia del cliente presso la quale, ovviamente, verranno negoziati tutti i costi, commissioni, spread, per avere sempre il meglio. Riteniamo che nessuno debba avere paura dei consulenti indipendenti, anzi, la nostra presenza migliora l’efficienza del mercato a vantaggio di tutti quegli operatori che offrono la massima trasparenza e la migliore capacità di gestione in ogni settore di investimento.

Le società di consulenza indipendente fee only, ovvero solo a parcella sembrano non avere strada facile, considerando che la cultura del paese in merito alla consulenza è ancora molto poco diffusa. Cosa ne pensa?

Questa affermazione non corrisponda alla realtà. Lo sviluppo della consulenza indipendente era in forte crescita fino a quando non è stato ostacolato giuridicamente in questi anni. Ritengo infatti che gli investitori siano molto più preparati e pronti a remunerare un servizio ad alto valore aggiunto rispetto a quello che generalmente si possa pensare. Questo è dimostrato in maniera inconfutabile dalla forte crescita della domanda di consulenza fee only che Nafop e i propri associati registrano quotidianamente e dal numero di clienti e masse sotto consulenza che via via il modello fee only sta intercettando.

Cosa sta facendo Nafop in generale in un momento tanto complesso?

Siamo costantemente in contatto con le autorità al fine di monitorare il prosieguo della vicenda che ci porterà all’albo di categoria. Inoltre, sul piano della comunicazione, stiamo organizzando per il terzo anno consecutivo una campagna di marketing nazionale con l’obiettivo di far conoscere al più ampio numero di persone l’esistenza dei consulenti indipendenti.

 

Articolo ripreso dal sito bluerating.com