Categorie
investire

Ogni ulteriore aiuto al debito pubblico della Grecia e’ inutile dicono le banche tedesche

Il presidente della federazione tedesca che rappresenta gli interessi delle banche private ha rilasciato dichiarazioni che non potranno che far discutere, in un momento in cui tutti i governi dell’Eurozona sono impegnati nel tentativo di scongiurare un’implosione della moneta unica.

In un’intervista pubblicata sul quotidiano Bild, Andreas Schmitz ha spiegato che gli istituti di credito della prima economia del mondo non sono disposti ad aiutare la Grecia di più rispetto a quanto già fatto finora.

Riferendosi esplicitamente ad un possibile nuovo coinvolgimento del settore privato nel quadro dei piani per salvare l’economia periferica dell’area-euro, il dirigente ha spiegato che «si tratta di un dibattito incomprensibile. La crisi non può essere superata se non si ristabilisce fiducia nell’azione politica. E se i governi ritornano a chiedere una partecipazione dei creditori privati, si muovono esattamente nella direzione opposta. Il risultato sarebbe un danno nei mercati più grande rispetto ai benefici prodotti».

Schmitz ha poi ricordato come sia stato «doloroso» l’apporto fino ad ora offerto dalle banche tedesche nell’ambito degli aiuti alla Grecia, quantificabile in una perdita del 21% sulle obbligazioni emesse da Atene. Secondo i rumors rilevati a margine degli ultimi incontri del Fmi e del G20, tuttavia, tale quota potrebbe raggiungere il 50%.

Testo ripreso da valori.it

Categorie
fondo investimento investimenti

Economista ungherese di Unicredit vede la fine dell’Euro

L’economista Attila Szalay-Berzeviczy guida in Ungheria la divisione securities (brokeraggio e custodia) globale di UniCredit, e al portale magiaro Index ha dichiarato senza mezzi termini che: «L’euro è praticamente morto, e l’Europa sta per affrontare un terremoto finanziario dal fallimento della Grecia», aggiungendo che: «L’unica domanda è per quanti giorni ancora la retroguardia senza speranza dei governi europei e della Bce può reggere».

C’è di più: «Un default ellenico provocherà un immediato terremoto di magnitudo 10 in tutta Europa, i sottoscrittori di bond ellenici dovranno liquidare l’intero investimento, la nazione non sarà più in grado di pagare gli stipendi e le pensioni, e i bancomat saranno svuotati in pochi istanti».

Chiamandosi Attila, le battute vengono automatiche. Da Piazza Cordusio, fanno sapere che le affermazioni di Szalay-Berzeviczy sono assolutamente a titolo personale e non rappresentano in alcun modo la posizione della banca, ma la sua come economista ed ex presidente della Borsa di Budapest.

A qualunque titolo abbia parlato, il signor Szalay-Berzeviczy, rimane un dipendente di UniCredit, e invocare l’apocalisse non è proprio il massimo quando in Piazza Affari il titolo del tuo datore di lavoro ha perso quasi il 70% del suo valore da un anno a questa parte. Di più, la cosa stona ancora di più se si lavora in posizione importante in un istituto che sulla tenuta europea ha puntato tutto o quasi. Di questi tempi, l’Ungheria non sembra portare gran fortuna all’istituto guidato da Federico Ghizzoni: prima la decisione, da parte del Governo di Viktor Orban, di tassare il comparto per diminuire il deficit pubblico del Paese.

Poi, la scorsa settimana, l’approvazione parlamentare della riconversione in fiorini dei mutui denominati in franchi svizzeri ad un tasso scontato di un quarto rispetto a quello di mercato, con la differenza a carico delle banche. Infine, le funeste riflessioni del Sig. Attila, che spara dalle rive del Danubio.

Categorie
investimenti

Investire nel 2012 i consigli di Eugenio Benetazzo

Pubblichiamo a beneficio dei nostri lettori (e ricordiamo sempre che  la nostra indipendenza e’ sacra, se ci sono queste informazioni e’ perche’ le riteniamo interessanti per chi ci segue) i dettagli di questo seminario che potrebbe richiamare l’attenzione di chi ci legge regolarmente.
Il seminario finanziario < COME E DOVE INVESTIRE NEL 2012 > si svolgerà nella giornata di Sabato 25 Febbraio 2012 a Torino presso il Grand Hotel Sitea in prossimità della stazione dei treni di Porta Nuova in Via Carlo Alberto 35.

OBBIETTIVI DIDATTICI

La sessione di formazione ed informazione finanziaria si predilige di consentire al piccolo risparmiatore privo di esperienza e conoscenza finanziaria di apprendere le notizie e le strategie utili per realizzare ed ottenere una composizione di portafoglio, il più possibile eterogenea tra azioni, obbligazioni, fondi ed etf puntando su una diversificazione tanto settoriale quanto geografica. Il seminario è rivolto prevalentemente a persone che vogliono apprendere strategie di investimento “fuori dal coro” per rendere il proprio portafoglio di assets il più possibile immune da contagio e rischio finanziario, potendo conoscere anche nuove prospettive e strumenti di investimento alternativi a quelli propagandati dagli operatori del risparmio gestito (solitamente promotori finanziari o sportellisti di banca).PERCORSO FORMATIVO

Durante lo svolgimento del seminario verrà analizzato il quadro macroeconomico che sta caratterizzando gli ultimi trimestri con le recenti problematiche legate al clima di incertezza che sta contraddistinguendo il mercato azionario ed obbligazionario, soprattutto europeo a fronte della crisi del debito sovrano. Verranno esaminati i principali strumenti di investimento diretto, come ad esempio gli ETF e i fondi comuni di investimento con dinamiche di approccio a “ritorno assoluto” oltre alle metodologie di selezione dei prodotti più performanti su cui puntare per i successivi semestri. Lo scopo principe del seminario è individuare un’asset allocation in grado di essere il più possibile correlata negativamente con l’andamento dei mercati, sia azionari quanto obbligazionari, qualora il quadro economico dovesse notevolmente peggiorare. Significativa importanza rivestiranno infine le analisi sui trend demografici delle nuove aree emergenti assieme agli outlook sulle materie prime più strategiche.CONTENUTI DIDATTICI

1 > Analisi del mercato azionario: overview macroeconomica
2 > Strategie di portafoglio con azioni, fondi ed ETF consigliati
3 > Grafici di analisi ed indicazioni operative di borsa
4 > Creazione di portafogli di investimento non correlati
5 > Analisi dei migliori fondi flessibili e di ritorno assoluto
6 > Materie prime e trend demografici di crescita
7 > Tasso fisso: obbligazioni corporate e titoli di stato
8 > Andamento dei principali indici azionari mondiali
9 > Le cinque regole auree prima di investireDURATA DEL SEMINARIO

Una giornata intera dalle 09:30 alle 18:30
con una pausa pranzo dalle 13:00 alle 15:00 e due coffee break
Possibilità di pranzare ed alloggiare nell’hotel a tariffe agevolate
COSTO E MODALITA DI ISCRIZIONE
Limite di partecipazione: non oltre 75 partecipanti
Modalità di pagamento: Carta di Credito, Paypal o Bonifico Bancario
Costo di iscrizione: 89 Euro IVA compresa
Per andare direttamente sul sito del seminario, seguite questo link.
Categorie
economia

Eurobond primo passo per un debito pubblico europeo

È con la proposta di una Tobin Tax europea che farà pagare anche alle banche i costi del dissesto finanziario, con il rilancio degli Eurobond che «daranno vantaggi a tutti», con l’assicurazione che la Grecia «è e resterà nell’euro», con l’invito alla Bce a fare tutto il possibile per garantire la stabilità, con l’accelerazione della lotta all’evasione fiscale, con la richiesta di approvare la direttiva sul risparmio Ue, ma soprattutto è con il netto no alla «rinazionalizzazione» delle politiche europee dettata dal direttorio Merkel-Sarkozy che Josè Manuel Barroso ha strappato applausi alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

Uno scatto d’orgoglio, in cui ha rivendicato anche la «fierezza di essere europei» che devono provare non solo le istituzioni europee ma anche le capitali d’Europa.

Quella che la Ue sta vivendo, ha detto, è la «sfida più grande della sua storia». Ma il capo dell’esecutivo di Bruxelles si è mostrato convinto di vincerla. È stato con un “Discorso sullo Stato dell’Unione” dai toni veementi, a tratti accorati («mi sento ferito dal paternalismo» che arriva dagli Usa: «non dobbiamo scusarci con nessuno per le nostre politiche sociali») che Barroso ha dato le risposte che gli europeisti gli chiedevano. Il problema sarà passare dalle parole ai fatti.

Pochi minuti dopo l’ufficializzazione della proposta di Tobin Tax (che avrà due aliquote: 0,1% per le transazioni finanziarie su obbligazioni e azioni, 0,01% per quelle sui derivati) è ad esempio arrivato il “no” di Londra. Ma al Regno Unito, in fase di replica ad un euroscettico britannico, Barroso ha lanciato una sfida diretta: «Se, visto il suo passato imperiale, pensa di poter difendere da sola il suo ruolo nel mondo, faccia pure».

Gli Eurobond Barroso li ha rilanciati affermando che «saranno vantaggiosi per tutti», che garantiranno stabilità e sviluppo. Ma non ha nascosto che per emettere debito pubblico comune l’Ue si dovrà «dotare degli strumenti per garantire integrazione e disciplina».

.Ma è stato proprio l’attacco al direttorio Merkel-Sarkò, la tendenza alla «rinazionalizzaizone» delle politiche europee, il cuore «politico» del discorso di Barroso.

«Il ritorno alla frammentazione», ha detto, «sarebbe la morte dell’Unione europea» come l’abbiamo conosciuta dopo la guerra. Ha ricordato che è «l’integrazione economica a garantire la pace» nel continente. E ha respinto al mittente le tentazioni di spingere l’Europa verso il metodo inter-governativo rappresentate dalla candidatura di un Herman Van Rompuy a presidente del Consiglio eurogruppo lanciata da Berlino e Parigi.

«Non abbiamo bisogno di nuove istituzioni» ha affermato Barroso rivendicando che «è la Commissione europea il governo economico dell’Europa».

Lungo, l’applauso finale della plenaria. Che poco dopo gli ha anche «regalato» l’approvazione definitiva e con salda maggioranza del “six pack” che riforma profondamente la governance economica.

Ma il dubbio di tutti l’ha espresso il leader dei liberal-democratici, l’ex premier belga Guy Verhofstadt: «Tutto giusto, ma ora questo discorso vada a farlo ai governi»

Categorie
investimenti

Un giorno di investimento nella Borsa Italiana

La sveglia del trader suona molto presto alla mattina:  per pianificare le mosse da intraprendere durante la giornata è necessario studiare approfonditamente i grafici, individuare le notizie macroeconomiche utili e che potrebbero influenzare l’andamento nel corso della giornata, identificare il livelli di acquisto e/o di vendita, i possibili target e determinare gli stop loss.

Non è possibile affrontare la giornata senza un piano prestabilito: la posta in gioco è molto alta….e sono i nostri soldi!

Vediamo nel dettaglio dove reperire alcune informazioni:

1)      prima delle ore 8.00 verifico l’andamento delle borse asiatiche che in quest’orario sono in fase di chiusura. Spesso infatti possono fornire segnali anticipatori dell’andamento delle Borse Europee. Sul web ci sono vari siti che forniscono tali informazioni; il più comodo è yahoo.finance.

2)      verifico le news di borsa. Posso trovare le notizie macroeconomiche della giornata da siti internet gratuiti, specie in quelli specializzati nel mercato valute, facendo particolare attenzione a quelle notizie che hanno un forte impatto sui mercati finanziari della zona Euro e della zona USA

3)      apro i grafici in real time su diversi time frame ed inizio le miei analisi:

a.       individuo possibili aree di accordo

b.      verifico la presenza di pattern di continuazione e/o di inversione

c.       confronto i grafici delle stockmarket in osservazione con quelli dell’indice di riferimento (per esempio, se sto analizzando il titolo Fiat oppure Unicredit, Generali, ecc. il mio indice di riferimento di borsa: Mib30)

d.      verifico i livelli in cui i market makers hanno concentrato i loro scambi

e.       identifico i possibili punti di ingresso sul mercato

f.        identifico i target di prezzo dell’operazione che ho pianificato e gli stop loss.

Alle 8.00 apre la Borsa Europea (Eurexchange) e noi sappiamo già quali mosse fare al verificarsi delle condizioni pianificate. Alle 9.00 apre il cosiddetto ‘cash’, in particolare il mercato italiano.

Bisogna tuttavia ricordare che l’aspetto più complicato del lavoro del trader è quello psicologico: spesso anche il trader più esperto finisce col deviare dal piano prestabilito e si abbandona all’emotività.

Per ovviare a questo inconveniente può essere efficace avere un quaderno per scrivere il proprio piano. E’ più difficile disattendere ciò che viene scritto!