La truffa della BCE che finanzia le banche italiane

Uno Schema Ponzi. Il meccanismo con il quale la Banca centrale europea ha inondato di liquidità i mercati Ue ricorda il programma truffaldino che fu utilizzato anche da Bernie Madoff, autore di una frode da 51 miliardi di dollari. A dirlo è Pimco, il più importante fondo obbligazionario mondiale, che critica apertamente la Bce e la sua partita di giro per aiutare le banche italiane. Non esattamente una considerazione positiva, dato che Pimco ha in portafoglio circa 4,8 miliardi di dollari in titoli di Stato italiani.

Nell’ultima lettera agli investitori, Bill Gross evoca una nuova definizione per l’economia globale nel 2012. Dopo la New Normal, l’era della bassa crescita post Lehman Brothers, ecco il Paranormal, l’era delle necessità di deleveraging da parte del mondo bancario. Sì, secondo il fondatore del primo bond fund mondiale, quest’anno apre ufficialmente una nuova era economica per il mondo.

Finito il tempo della crisi subprime, che ha modificato per sempre l’universo della finanza e ha fatto entrare tutti nella New Normal, arriva il tempo del paranormale. Quello che deve preoccupare maggiormente è il processo di deleveraging creditizio nell’eurozona.

Un mese fa la banca statunitense Morgan Stanley aveva lanciato il primo allarme, sottolineando come la ridefinizione degli schemi bancari, degli impieghi e delle attività sarebbe costata fra 1,5 e 2,5 miliardi di euro. Un tale ridimensionamento è già iniziato, come dimostrano le diverse chiusure di interi desk da parte delle maggiori banche d’investimento europee. Però non era ancora arrivata la parola di Pimco. Secondo Bill Gross nel corso del 2012 si verificherà un’implosione del credito in Europa.

Per via del contagio che ormai si è completato, l’Italia non sarà esente da tale corso. Ma ecco che arriva la Bce, spiega Pimco. Tramite l’ultima operazione di rifinanziamento a lungo termine (Long term refinancing operation o Ltro), che ha fornito 489 miliardi di euro di liquidità al sistema bancario europeo, gli istituti di credito italiani hanno aperto uno finestra per le esigenze del 2012.

Circa 116 miliardi di euro, questo l’ammontare dell’azione presso la Bce, che serviranno per sostenere il debito pubblico italiano nel corso dell’anno. L’Italia infatti dovrà scendere sui mercati per circa 440 miliardi di euro in quest’anno. Per gli istituti di credito italiani, fra i maggiori detentori di titoli di Stato del Tesoro, ci potrà quindi essere l’appoggio dell’Eurotower, una scelta che secondo Gross è discutibile. «O è un Quantitative easing (allentamento quantitativo, ndr) o è uno Schema Ponzi», dice il finanziere.

Del resto, le banche italiane hanno fatto ampio ricorso, poco prima del lancio del Ltro da parte della Bce, della possibilità messa in campo dal governo. Le obbligazioni emesse con garanzia statale «incondizionata e irrevocabile», utili da essere girate come collaterale a Francoforte, hanno avuto un ammontare di 40 miliardi di euro, spalmati sui 14 banche. Le emissioni più significative sono state quelle di Intesa Sanpaolo (12 miliardi di euro), Monte dei Paschi (10 miliardi di euro) e UniCredit (7,5 miliardi di euro). Proprio gli stessi istituti di credito che storicamente sono i più attivi durante le aste di titoli di Stato italiani.

La tensione che ha accompagnato l’Italia negli ultimi mesi non accenna a diminuire. Oggi il costo del Credit default swap (Cds) italiano è tornato sopra quota 400 punti base sulla piattaforma Markit. Questo strumento finanziario, che funge da assicurazione contro il fallimento di un asset, è utile per tastare il polso del rischio default.

Un pericolo che per l’Italia è al rialzo negli ultimi giorni, gli investitori non smettono di cercare porti più sicuri di quelli italiani. Del resto, il rischio di un peggioramento della situazione italiana si riflette anche nel rendimento dei titoli di Stato decennali, sempre a ridosso del 7 per cento.

Quello che succederà nel corso dei prossimi dodici mesi è ignoto. Ci sono però alcuni punti fermi. Il maggiore di questi è il cambiamento nella struttura della finanza globale. L’età dell’oro è terminata ed è già arrivata quella dell’austerity, anche in campo bancario. Il deleveraging di cui parlano Morgan Stanley e Pimco non sarà facile da digerire. Ma è il primo capitolo di una storia che accompagnerà il mondo finanziario nei prossimi anni.

 

Articolo ripreso da linkiesta.it