Le banche cinesi troppo esposte sui prestiti bancari

In Cina il flusso del credito continua a crescere, superando le attese degli analisti. Si tratta di una notizia che alimenta ulteriormente gli interrogativi sulle future scelte economiche che verranno adottate dall’esecutivo di Wen Jiabao.

È stata la Banca del popolo cinese, nella giornata di ieri, a diffondere i dati ufficiali relativi al volume dei crediti erogati nel mese di ottobre. Si tratta di 586,8 miliardi di yuan, pari a 92,5 miliardi di dollari. Le previsioni di Bloomberg, che riporta la notizia, ipotizzavano 470 miliardi di yuan.

Secondo gli analisti, in questo trimestre potrebbero essere erogati nuovi prestiti in media per 600 miliardi di yuan al mese: nel terzo trimestre il dato era di 504 miliardi. La massa monetaria determinata dall’indicatore M2 a ottobre è cresciuta del 12,9%, in linea tanto con le previsioni quanto con i dati del mese scorso. Per quest’anno, tuttavia, la banca centrale aveva fissato un target del +16%.

A questo punto si attende che vengano ufficializzate le scelte del governo. Negli scorsi mesi gli sforzi si sono concentrati sul tentativo di evitare un surriscaldamento dell’economia. Ma sono diversi i segnali che fanno ipotizzare un netto cambiamento di rotta.

Il mercato immobiliare, minacciato da una bolla speculativa, sarebbe in fase di raffreddamento. E il tasso d’inflazione, che da mesi superava il 6%, sembra finalmente in calo, con l’indice dei prezzi al consumo su base annua che attestatosi al 5,5% nel mese di ottobre.

Di conseguenza, le autorità di Pechino potrebbero tornare a favorire l’erogazione del credito. In tal modo si darebbe una spinta alla crescita economica, scongiurando l’eventualità di un “contagio” da parte della crisi europea.

Articolo da valori.it