Le convergenze mondiali nell’industria della gestione del risparmio

Il settore del risparmio gestito sta vivendo un’era di multi-convergenza: nei prodotti, nei modelli distributivi, nelle normative, locali e internazionali, così come nei confini geografici. Ne è convinto Daniel Enskat, fondatore della Enskat & Associates.

Intervenuto in videoconferenza nella seconda giornata del Salone del Risparmio, Enskat ha presentato la sua visione sui trend globali del risparmio gestito, paragonando l’attuale cambiamento del settore del risparmio gestito alla rivoluzione che nella fisica portò l’equazione E=mc2, firmata Albert Einstein.

“Dal punto di vista dei prodotti – ha evidenziato l’esperto – le linee di demarcazione fra strumenti tradizionali e alternativi sono sempre più deboli. I gestori vogliono allargare e implementare il proprio campo d’azione e questo si traduce in acquisizioni in settori sempre più diversificati”. E questa linea di confine tra alternativo e tradizionale è diventata sempre più sottile anche nel mondo della distribuzione, “dove il processo con cui una grande banca seleziona i gestori dei fondi è ormai simile a tutti, sia hedge fund sia mutual fund”, ha sottolineato Enskat, che ha parlato anche di convergenza da un punto di vista geografico, con le Sgr occidentali che cercano nuovi mercati in Asia e viceversa. Ma secondo l’esperto americano, il processo di convergenza più complicato riguarderà le regolamentazioni dei diversi Paesi.

Al termine dell’intervento di Enskat ha avuto luogo una tavola rotonda alla quale hanno partecipato alcuni dei protagonisti dell’industria del risparmio, nazionale e internazionale, che hanno commentato il punto di vista del consulente Usa, facendo notare come questo processo di rivisitazione epocale dell’industria sarà destinato a concludersi con una bipolarizzazione degli attori dei mercati. Da un lato ci saranno Sgr sempre più globali, mentre dall’altro lato ci saranno realtà locali di piccole e medie dimensioni che sapranno offrire all’investitore quel valore aggiunto di cui ha bisogno.

“Dal 2007 a oggi l’universo di riferimento delle società di gestione è cambiato radicalmente – ha fatto notare Sergio Albarelli, managing director di Franklin Templeton Italia Sim – La convergenza è un dato di fatto riconosciuto, con le Sgr che entrano in mercati fino a poco tempo fa lontani dal loro Dna. Noi di Franklin Templeton, per fare un esempio, abbiamo acquisito di recente la società K2 Advisors Holding (gestore di fondi di fondi hedge con sede nel Connecticut, ndr) entrando così nell’area alternativa”. In tanti stanno allargando i propri orizzonti, riducendo quella distanza che separa il tradizionale dall’alternativo. E questo porterà a un’offerta sempre più complessa e variegata. “Il disegno proposto da Enksat traccia eventi importanti dell’industria internazionale – ha evidenziato poi Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia di J.P. Morgan AM – C’è una corsa in atto verso le nuove tendenze del mercato, che si tradurrà nella creazione di un’industria sempre più globalizzata, capace di offrire servizi di investimento di aree e culture differenti, ma con obiettivi molto simili”.

C’è stata una convergenza di interessi e aspettative fino a qualche anno fa inimmaginabile. “Ma in questo processo di globalizzazione non bisogna dimenticarsi delle particolarità locali – ha sottolineato Ugo Loser, amministratore delegato di Arca Sgr – Nel locale esiste la possibilità di creare valore aggiunto, con la riconoscibilità del Brand che gioca ancora un ruolo di primo piano nella scelta dei prodotti in cui investire”. E, con riferimento al fenomeno Blockbuster (i fondi Blockbuster sono quei prodotti molto popolari che hanno riscosso successo presso larghe fasce di pubblico, ndr), Vittorio Gaudio, amministratore delegato di Banca Mediolanum Gestione Fondi, ha fatto notare “quanto sia importante per realtà aziendali come Mediolanum, strettamente legate a una matrice di carattere distributivo, disporre dei prodotti del momento”.

Dunque, c’è una strada che è già stata tracciata. “I mercati diventeranno sempre più complessi e ci saranno grandi player globali che potranno affrontare tutti i mercati. Ma in questo contesto le realtà locali conserveranno la loro importanza. E’ questo il trend”, ha concluso Alfieri. Un trend che potrà proseguire nei prossimi anni e che potrà portare a una maggiore concentrazione dei protagonisti dell’industria.

 

Articolo a cura di Redazione, sito: salonedelrisparmio.com