Meglio investire in Grecia che in Niger

Sara’ anche vero, pero’..

I commenti di Christine Lagarde, a meno di un mese dalle votazioni, provocano l’ira dei greci: il capo del FMI, circondata da un establishment di politici, ha definito i greci come degli imbroglioni evasori fiscali e non solo.

Con la Grecia impantanata nella sua peggiore recessione di sempre, il capo del FMI ha avuto il plauso di tutto l’establishment politico; in un’intervista al Guardian ha detto di provare più pena per le vittime della povertà nell’Africa sub-sahariana che per i greci colpiti dalla crisi economica.

“Per quanto riguarda la Grecia, continuo a pensare a tutte quelle persone che incessantemente evadono le tasse”; ”E’ arrivata l’ora di presentare il conto alla Grecia ed è chiaro che l’FMI non si mostrerà flessibile sull’applicazione del pacchetto di austerità”. Utilizzando termini molto schietti ha poi ribadito che i padri di famiglia devono prendersi le proprie responsabilità, se sui loro figli sui loro figli sono stati applicati tagli di spesa pubblica.

La Grecia ha visto la propria economia ridursi ad un quinto, da quando è iniziata la recessione, e su indicazione dell’Unione, ha proceduto a tagliare stipendi, pensioni, spesa pubblica per poter restituire gli aiuti finanziari. Alla domanda del giornalista del Guardian, se fosse in grado di prefigurarsi una situazione dove le partorienti non possono ricorrere all’ostetrica, i malati non possono avere farmaci salva vita, Lagarde ha ribattuto: ”Mi viene più da pensare ai bambini di una piccola scuola in un villaggio del Niger, che hanno lezione per solo due ore al giorno, che si dividono in tre la sedia e che desiderano un’educazione. Un’immagine che ho davanti costantemente. Poichè penso che meritino più loro il nostro aiuto, che gli ateniesi”.

Evangelos Venizelos, il leader socialista, che ha spesso incontrato la Lagarde in qualità di ministro delle finanze, l’accusa di avere insultato i greci:”Nessuno ha il diritto di umiliare il popolo greco sommerso dalla crisi, ed esprimo questo proprio contro la Lagarde, che con il suo atteggiamento ha offeso ogni cittadino greco”.

 

Di fronte ad una ridda di critiche provenienti dalla sua pagina su Facebook, il capo dell’FMI ha dovuto pubblicare una dichiarazione in cui esprimeva la propria sintonia col popolo greco e gli importanti stravolgimenti che stanno affrontando: ”E’ per questo motivo che il fondo internazionale sta sostenendo i vostri sforzi per uscire dalla crisi”. Comunque non è stato abbastanza per placare gli animi in vista del 17 giugno: giorno di elezioni elleniche.

Alexis Tsipras, il leader della sinistra radicale, il cui partito Syriza è contrario alla retorica dell’austerity, dice che i greci non hanno bisogno della compassione della Lagarde: ”L’ultima cosa che i greci stanno cercando, è la sua compassione; i greci stanno pagando tasse insostenibili” e approfittando per fare un po’ di campagna dice:”Per gli evasori fiscali, rivolga le sue parole direttamente al Pasok e a Nuova Democrazia, che per due anni hanno razziato gli stipendi dei lavoratori senza toccare un centesimo dei patrimoni dei ricchi”.

Sia il Pasok di sinistra che Nuova Democrazia di centro destra, hanno visto precipitare drammaticamente il loro consenso alle inconclusive elezioni del 6 maggio indette per trovare il sostegno del popolo ad affrontare il compito di restituire i prestiti ricevuti a soccorso dall’UE.

 

Articolo ripreso da finanzaelambrusco.it