MPS deve ristrutturare il suo debito per garantire la governabilita’

Una trattativa serrata con al centro la proroga della scadenza del debito per renderlo anche più sostenibile sul profilo degli interessi.

Da una parte la Fondazione Mps dall’altra le banche creditrici in primis Mediobanca e Credit Suisse sono impegnati in un negoziato per risolvere il nodo del debito complessivo di oltre 1 miliardo di euro che Rocca Salimbeni ha con gli istituti di credito.

Di certo sembra escludersi per gli istituti di crediti una escussione del pegno sulle azioni Mps fornite in garanzia e scattato a causa del crollo del titolo della banca senese.

La giornata si era aperta con un comunicato dell’Ente che riconosceva come, dopo le voci circolate nel fine settimana, «sono in una fase avanzata le trattative con i propri istituti finanziatori volte a ridefinire la struttura delle garanzie prestate sui contratti in essere».

Al termine di una nuova serrata giornata di trattative l’ipotesi più accreditata sarebbe la concessione di un margine di manovra all’Ente di 12 o più mesi per poter cedere le partecipazioni con del valore liquido.

Più controverso è se l’Ente, che controlla saldamente il Monte con il 48,4% del capitale, debba ridurre la sua quota cedendola magari a un soggetto esterno di natura bancaria. «Per ora si parla solo di dare tempo alla Fondazione in modo da ridurre il debito, facendo passare il momento» si nota in ambienti vicini alle trattative.

La Fondazione ha visto ridurre sempre più la sua posizione finanziaria e in bilico la sua capacità di erogazione.

 

Testo ripreso da valori.it