ONG contro le grandi aziende svizzere

Vita dura per le multinazionali anche nello storico “paradiso” svizzero, dove sono finite nel mirino della campagna “Diritto senza frontiere” scattata il 3 novembre. I colossi sotto tiro sono Triumph International, Glencore, Axpo e Roche. L’assalto è partito da una cinquantina di Ong specializzate nei diritti umani, sindacali, protezione dell’ambiente, sviluppo e altro ancora.

La Triumph international, multinazionale del tessile, è sulla graticola per aver licenziato 3600 dipendenti in Thailandia e Filippine “senza consultazioni sindacali”, secondo la campagna Diritto senza frontiere. Il colosso, con un volume d’affari di 2,25 miliardi di franchi all’anno, ha il suo quartier generale a Bad Zurzach.

Altra multinazionale nel mirino è la Glencor di Baar impegnata nell’estrazione delle materie prime, con un utile di 6 miliardi di dollari nel 2010. La società è sotto la lente di ambientalisti e difensori dei diritti umani per le sue miniere in Congo.

Nell’ex Katanga lavorerebbero 30mila minori in condizioni di “sicurezza e lavoro deplorabili”. Anche il colosso dell’industria farmaceutica Roche è tra gli obiettivi della campagna. La multinazionale testa in Cina un farmaco anti rigetto degli organi trapiantati.

Per motivi culturali i cinesi non donano gli organi. Lo stesso governo di Pechino ha ammesso che il 90% degli organi trapiantati provengono dai condannati a morte.

L’Axpo di Baden, un gigante della produzione di elettricità, con un giro d’affari di 6,29 miliardi di franchi, importa dalla Russia combustibile atomico per le proprie centrali nucleari. Gli ambientalisti denunciano che il combustibile arriva da Majak e Seversk, dove si registra un’alta percentuale di tumori dovuti alla contaminazione radioattiva. All’inizio la società aveva cercato di nascondere la provenienza, ma entro l’anno deciderà cosa fare.

“L’autoregolazione non basta. Esigiamo dal Consiglio federale e dal parlamento di fare in modo che le imprese con sede in Svizzera rispettino i diritti umani e l’ambiente ovunque nel mondo” dichiara a Il Caffè Lavinia Sommaruga Bodeo, che coordina “Diritto senza Frontiere” nel Canton Ticino.

Un’altra multinazionale al centro delle polemiche, anche se non compresa nella lista della campagna, è la Xstrata con grandi interessi minerari nell’America Latina e sede a Zugo.

Le comunità indigene in Argentina stanno duramente contestando la società per le ricadute ambientali e lo scarso sviluppo dell’area circostante alla miniera di Alumbrera. Dalla multinazionale rispondono a muso duro: “Non vi è alcuna prova di contaminazione e di impatto negativo sulla salute – sottolinea la portavoce, Emily Russell -.Il consorzio ha investito 28 milioni di dollari per le popolazioni locali e per il miglioramento delle infrastrutture sanitarie, educative, culturali e ambientali”.

 

Articolo ripreso da caffe.ch