Rischio Tobin Tax sugli investimenti

La tassa sulle transazioni finanziarie resta al centro del dibattito sulle possibili vie d’uscita alla crisi debitoria europea. Ne è convinto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che lo ribadisce in un’intervista al Financial Times.

L’introduzione della Tobin Tax anche solo su scala comunitaria, a detta sua, «accrescerà enormemente le possibilità di raggiungere un consenso globale. Preferirei – aggiunge – che venisse raggiunto un accordo durante il G20. Ma se non ci riusciremo, invece di usarlo come un pretesto per non fare nulla di concreto ancora a lungo, dovremo andare avanti in Europa».

L’opposizione manifestata dall’esecutivo britannico, a detta di Schäuble, non è un motivo sufficiente per accantonare tale misura. «Se non riusciremo a raggiungere un accordo a 27, dovremo considerare la possibilità di iniziare a introdurre la tassa nei 17 Paesi membri dell’eurozona», mirando a un ulteriore allargamento in futuro.

Una tassazione volta a scoraggiare le operazioni speculative, continua, «è nell’interesse dello stesso settore finanziario», che così «si concentrerebbe maggiormente sul suo ruolo primario, vale a dire quello di finanziare l’economia reale». Schäuble, inoltre, chiede di fare concreti passi avanti nella direzione di un’“unione fiscale” fra i Paesi della zona euro, in modo da rafforzare la stabilità della valuta. E insiste sul fatto che, durante il G20 del prossimo 3-4 novembre, l’Europa non cercherà il “sostegno” dei partner internazionali più solidi come la Cina. «Nei mercati nessuno regala niente – dichiara –. Bisogna offrire concrete opportunità d’investimento».

Smentisce anche la possibilità che, per attrarre gli investitori, l’Unione possa ricorrere a concessioni di stampo politico. Non manca, infine, il monito all’Italia: «Per garantire la stabilità dell’euro bisogna che gli Stati membri più importanti siano all’altezza delle proprie responsabilità. L’Italia deve risolvere i suoi problemi interni».

Articolo ripreso da valori.it