Sempre piu’ pericoloso investire nelle banche europee

Fino al 30 giugno scorso le banche europee hanno aumentato la quantità di prestiti concessi, soprattutto verso soggetti francesi (un +8%, arrivando a 925 miliardi dollari), con un aumento del 23% dei prestiti al settore pubblico ottenuto da banche inglesi, cui si è aggiunto un altro 11% di prestiti da istituti tedeschi. I prestiti verso richiedenti spagnoli, invece, sono aumentati solo dell’1 per cento, giungendo fino a 643 miliardi dollari.

Un’altra cifra, quella dei prestiti erogati dalle banche statunitensi in direzione di quelle francesi, italiane e spagnole, è cresciuta, aumentando fino a un 24% totale, pari a 239 miliardi di dollari (anche se si tratta di numeri «suscettibili di subire in futuro una significativa revisione»). Il credito verso banche italiane da omologhi istituti europei si è invece ridotto del 4 per cento. Mentre il prestito totale concesso ai richiedenti italiani – privati e imprese – è salito del 2%, fino a 837 miliardi dollari nel trimestre.

Tutto ciò mentre 5 istituti di credito spagnoli (Banco Santander, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, CaixaBank, La Caixa e Confedera-Espanola de Cajas de Ahorrose) venivano declassati da Moody’s un giorno dopo che la stessa agenzia di valutazione aveva tagliato il rating della nazione per la terza volta in 13 mesi. E se non bastasse, per le cinque banche Moody’s ha abbassato di un livello anche i debiti a lungo termine e le valutazioni di deposito, fornendo pure un outlook negativo.

Capitolo Grecia, capitolo a parte. I prestiti concessi al settore pubblico, sopravvissuto grazie ai prestiti di emergenza dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale, sono scesi del 13%, a 39 miliardi di euro; mentre le banche elleniche, che puntano ora a ottenere risorse soprattutto dalla Bce, avendo concentrato sull’Eurotower la maggior parte delle proprie richieste, riducono i capitali ricevuti da soggetti esteri del 12 per cento, a 9,7 miliardi dollari.

Portogallo e Irlanda, intanto, abbassano la quantità di denaro prestato verso ogni categoria di richiedente. In definitiva, meno soldi vengono concessi dalle banche ai Paesi periferici, più si aggrava la situazione di questi ultimi e, quindi, dell’intera Eurozona, generando un pericoloso circolo vizioso.

Articolo ripreso da valori.it