Separazione tra banche commerciali e banche d’investimento Monti non ne vuole parlare

Quando si dice che gli economisti di oggi sono incompetenti qualcuno penserà che sia solo una provocazione. Ma venerdì è stato proprio il Presidente del Consiglio Mario Monti a fugare i dubbi a proposito, nel rispondere alle domande dei giornalisti stranieri all’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione Stampa Estera di Milano.

Quando il corrispondente dell’EIR Andrew Spannaus ha chiesto al supertecnico – che per molti anni ha ricoperto la carica di presidente della più rinomata tra le università in materie economiche in Italia, la Bocconi – se non sia necessario tornare alla separazione bancaria per garantire che la liquidità vada all’economia reale piuttosto che alle operazioni speculative, Monti ha dapprima fatto qualche giro di parole sulle regole europee e il “pragmatismo” di Mario Draghi. Poi ha concluso con questa perla di saggezza economica: “Sulla questione della separazione tra le banche commerciali e le banche d’investimento….. non l’ho particolarmente approfondita”.

Dunque il massimo esperto economico, il professore che ci somministra la medicina amara di tagli, tasse e liberalizzazioni, non è in grado di pronunciarsi su uno dei temi più importanti per l’economia in questo momento; infatti cresce il dibattito sulla separazione bancaria (sul modello della Legge Glass-Steagall varata sotto il presidente Franklin Delano Roosevelt del 1933) in Europa e negli Stati Uniti, fino al punto che anche l’Unione Europea ha dovuto pronunciarsi proprio in questi giorni, con il rapporto Liikanen.

Eppure Mario Monti, che non esita ad assicurarci che gli effetti recessivi delle misure recessive fossero attesi – ma stranamente non ce l’aveva detto prima – e che queste importanti riforme ci permetteranno di riprenderci nel futuro, si rifiuta di affrontare la vera questione strutturale per il sistema finanziario mondiale: l’assoluto predominio della speculazione finanziaria nei confronti dell’economia reale. Infatti la corsa folle a immettere sempre più liquidità nel sistema, aumentando gli interventi della Banca Centrale Europea e lanciando anche nuovi strumenti come l’ESM, serve solo a rifinanziare le grosse banche e perpetuare un modello basato sul profitto puramente speculativo, dove i soldi non arrivano mai all’economia reale.

Alla popolazione è ben evidente che le imprese e le famiglie hanno forti difficoltà nell’accedere al credito, proprio nel periodo in cui serve di più. Agli esperti però, evidentemente questi dettagli importano poco, presi come sono a placare i “mercati” che devono giudicare l’azione di risanamento dei conti pubblici.

Un altro giornalista presente alla conferenza stampa ha notato che il Presidente del Consiglio si è un po’ innervosito alla domanda dell’EIR. E a dire il vero è possibile che Monti conosca bene l’argomento, ma abbia semplicemente preferito non affrontarlo. In questo caso, oltre alla mancanza di comprensione dei meccanismi dell’economia reale, si aggiungerebbe la piccolezza di chi ha paura di rispondere dei propri errori.

 

Articolo ripreso dal sito movisol.org