Solo l’Europa vuole proseguire sulla strada della Tobin Tax

Quella che punta ad introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie a livello globale rimarrà una battaglia aperta. Ma, per ora, le speranze di chi vorrebbe che il G20 operasse un’accelerazione rimarranno deluse. Come previsto, infatti, la maggior parte dei ministri delle Finanze del G20 si è espressa nel corso del weekend in modo nettamente contrario all’imposta, nonostante le pressioni della Francia, che ospita il consesso internazionale.

Le delegazioni in arrivo da Stati Uniti, Canada, Giappone, India e Brasile hanno imposto uno stop a qualsiasi proposta di tassa. Leggermente diversa la posizione della Gran Bretagna, che ha mostrato di essere favorevole, ma unicamente nel caso in cui siano tutti i governi dei Venti a decidere di adottare il prelievo fiscale. In questo senso, dunque, Londra ha confermato il suo “no” al progetto che nelle settimane scorse è stato presentato dalla Commissione europea.

«È chiaro che non c’è un sufficiente consenso al di fuori dell’Ue, e per questo dobbiamo accelerare nel Vecchio Continente», ha osservato, al contrario, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble al termine della riunione. Ricordando come il dispositivo permetterebbe di rastrellare intorno ai 50 miliardi di euro all’anno: capitali ai quali gli Stati membri dell’Ue, in piena crisi debitoria, difficilmente potranno rinunciare.

Articolo ripreso da valori.it