Storie di manager che hanno fatto la storia della finanza e degli investimenti

“Non tutti i più bei nomi della finanza sono nati sulla Quinta Strada”, osserva Phil Falcone, fondatore di Herbinger Capital che oggi vanta un patrimonio personale superiore ai due miliardi di dollari. Ma con un mix di talento, impegno e fortuna ci possono benissimo arrivare, in un Paese che mette a disposizione grandi opportunità.

È così che figli di idraulici, contadini o venditori di flipper cresciuti in cittadine sperdute degli Stati Uniti sono riusciti a entrare nel mondo della finanza e a scalarne i vertici armati solamente del proprio talento. La fortuna e l’audacia, in molti casi, hanno fatto il resto. Ecco dieci storie che danno fiducia.

JON CORZINE, DALLA FATTORIA A GOLDMAN SACHS

Nasce in una piccola fattoria dell’Illinois il presidente e amministratore delegato che traghetta Goldman Sachs in Borsa. Jon Corzine, infatti, vanta una carriera di vertiginosi alti e bassi: figlio di un contadino che per arrotondare vendeva assicurazioni e di una insegnante elementare, è stato il promotore della quotazione di Goldman Sachs.

Cosa che, in occasione della sua fuoriuscita, gli ha permesso di incassare 400 milioni di dollari. La vita del manager, l’anno successivo, prende la direzione della politica: nel 2000, infatti, entra al Senato nelle file dei democratici e nel 2006 diventa Governatore del New Jersey. Ma le sue quotazioni calano vertiginosamente dopo un incidente stradale in cui rischia la vita, perchè privo di cinture di sicurezza.

Si ripresenta con un discorso pubblico di scuse che non lascia spazio a dubbi: “Sono il Governatore del New Jersey Jon Corzine e avrei dovuto essere morto”. Invece è ancora qui, fresco di dimissioni da chief executive del fondo specializzato in futures MF Global che ha dichiarato bancarotta lo scorso ottobre. Ma sempre multimilionario.

GARY GENSLER DALLE SIGARETTE AI FUTURES

È il figlio di un venditore di sigarette e flipper del Maryland. Ed è il presidente della Commissione Commodity Futures Trading sotto l’amministrazione Obama, l’organismo indipendente preposto al corretto funzionamento del mercato dei futures e delle opzioni che supervisiona scambi per oltre 500 miliardi di dollari.

Gary Gensler si è diplomato in una scuola pubblica, pima di passare all’Università di Pennsylvania da cui è uscito con un Mba in tasca. Diciotto anni di carriera in Goldman Sachs, infine, lo hanno trasformato da semplice trader in multimilionario. Lasciata la banca, il Ministero delle Finanze gli ha spalancato le porte, prima come assistente del Ministero delle Finanze e poi come sottosegretario.

Gensler, che ha lavorato come consulente senior per la campagna di Hillary Clinton, è stato inserito nella classifica pubblicata da The New Republic sotto il titolo: “Le persone più potenti e meno note di Washington”.

CHRIS GARDNER, È LUI IL PROTAGONISTA DI “ALLA RICERCA DELLA FELICITA”

È il prototipo della parabola di chi passa dalle stalle alle stelle: a Chris Gardner,  infatti, si ispira il film “Alla ricerca della felicità” diretto da Silvio Muccino e interpretato da Will Smith. Attualmente, è amministratore delegato della società di investimento Gardner Rich & Co che ha fondato nel 2006, ma le cose non sono andate sempre così bene.

Da genitore con un bambino a carico e senza nessun posto dove andare in una grande città come San Francisco, Gardner ha lavorato duro per arrivare al vertice. Da stagista non retribuito presso Dean Witter Reynolds è riuscito a passare da impiegato full time a un multimilionario. Il segreto del suo successo? Gardner lo attribuisce alla sua tenacia, alle alte aspettative di suo figlio e all’impriting spirituale di sua madre.

Bettye Jean, infatti, ha sempre invitato suo figlio a credere in se stesso e a puntare solo sulle proprie forze. “Puoi contare solo su te stesso, la cavalleria non verrà a soccorrerti”.

SIDNEY WEINBERG, DA PORTINAIO A NUMERO UNO DI WALL STREET

Era una leggenda Sidney Weinberg, l’ex amministratore delegato di Goldman Sachs scomparso nel 1969 e soprannominato “Mr. Wall Street” dall’autorevole The New York Times. Figlio di un commerciante polacco di liquori all’ingrosso, non ha mai terminato il liceo, ma ha lasciato la scuola con lettere di raccomandazione da parte dei propri insegnanti.

L’ingresso a Wall Street avviene a 16 anni come assistente del portinaio, pagato tre dollari alla settimana. I suoi compiti comprendevano: spazzolare i cappelli dei partner e togliere il fango dalle loro sovrascarpe. Il nipote del fondatore, Paul Sachs, l’ha preso in simpatia e l’ha trasferito prima all’ufficio corrispondenza, che Weinberg ha riorganizzato, e poi al Browne Business College di Brooklyn.

In Goldman Sachs, Weinberg comincia la sua scalata, passando dal ruolo di partner, senior partner e infine amministratore delegato nel 1930 salvando dalla bancarotta l’azienda, di cui ha tenuto il timone fino alla sua morte, imponendo poi la sua dinastia. Sidney J. Weinberg è scomparso lo scorso anno.

PHIL FALCONE, DA TRE STANZE NEL MINNESOTA A 27 A MANHATTAN

Vanta un patrimonio personale di 2,2 miliardi di dollari Phil Falcone, il fondatore di Harbinger Capital che, attualmente, divide con la moglie Lisa Marie (un’infanzia trascorsa nella parte spagnola di Harlem) e le due figlie un appartamento da 2.400 mq e 27 stanze nell’Upper East Side di Manhattan appartenuto a Bob Guccione, fondatore di Penthouse.

«Non tutti quelli che guidano un fondo di investimento sono nati sulla Quinta Strada», ha dichiarato il manager, impegnato in una ristrutturazione da dieci milioni di dollari che, fra l’altro, ha compreso l’allargamento della piscina.

Ultimo di nove figli, Falcone è cresciuto in una casa di sole tre stanze nel Minnesota in un paesino di minatori, figlio di un responsabile impianti e di un’operaia. Giocatore di hockey di grande talento, si è guadagnato sul ghiaccio gli studi ad Harvard e, dopo una stagione da professionista in Svezia, è stato costretto a ritirarsi per un infortunio al ginocchio. La sua carriera a Wall Street comincia come trader di titoli spazzatura.

LLOYD BLANKFEIN, BAGNINO PIU’ PAGATO DI WALL STREET

Papà postino e mamma receptionist, Lloyd Blankfein è nato nel Bronx e cresciuto a Brooklyn, dove divideva la camera da letto con la nonna. Per guadagnare qualche dollaro in più, durante gli studi, ha lavorato come bagnino e come commesso allo Yankee Stadium.

Anche durante l’università ad Harvard, a cui ha avuto accesso tramite una borsa di studio, il futuro amministratore delegato di Goldman Sachs ha continuato a lavorare nella caffetteria dell’università per far quadrare il bilancio. Dopo un breve periodo di attività come avvocato specializzato in tassazione, è passato alla finanza.

Nel 1981 è entrato in Goldman Sachs a Londra e ha scalato i vertici dell’azienda. Nel 2006, dopo l’uscita di Henry Paulson, ha assunto il ruolo di presidente e amministratore delegato, mettendo a segno delle performance record che gli hanno permesso di figurare fra i manager più pagati di Wall Street. Il primo anno in questo ruolo gli è valso un bonus da 54 milioni di dollari.

GLENN DUBIN, CON UN AMICO HA TROVATO IL TESORO

Co-fondatore e numero uno di Highbridge Capital Management, Glenn Dubin è cresciuto a Washington Heights a Manhattan, un quartiere all’epoca popolato da europei che avevano lasciato la Germania dominata dal nazismo, con un papà tassista che poi lavorerà nel settore dell’abbigliamento e una mamma impiegata amministrativa all’ospedale.

Dopo la laurea in economia alla Stony Brook University, ha dato vita al fondo di investimento con il suo compagno di giochi di quando era bambino. Henry Swieca e Dubin, infatti, si sono conosciuti al recinto della sabbia nel parco vicino a casa e dopo il successo di Dubin & Swieca nel 1992 fondano  Highbridge Capital Management, un nome che deriva dall’acquedotto che collega Washington Heights e il Bronx.

Nel 2009, J.P. Morgan Asset Managament ha rilevato la parte rimanente delle quote per un valore di 1,3 miliardi di dollari. Dubin, infine, è fra i fondatori di Robin Hood Foundation, che finora ha raccolto oltre un miliardo di dollari per combattere la povertà a New York.

GEOERGE SOROS, IL FINANZIERE EX FACCHINO DELLE FERROVIE

Cresciuto in Ungheria negli anni in cui il nazismo ha preso il potere, Soros viveva con pochi mezzi a Budapest. Il padre, infatti, era uno scrittore di esperanto, lingua che il giovane George impara fin da piccolo.

L’arrivo a Londra nel 1947 permette al futuro miliardario di accedere alla London School of Economics, grazie all’aiuto di uno zio che ha pagato per i suoi studi. Prima di arrivare a possedere una fortuna da 22 miliardi di dollari, durante l’università Soros ha lavorato come facchino per le ferrovie, come cameriere e come venditore di souvenir sulle spiagge.

È stata proprio quest’ultima esperienza a convincerlo che il suo ruolo avrebbe dovuto essere un altro. Carta e penna alla mano, Soros ha scritto a ogni direttore generale delle banche commerciali di Londra, riuscendo  alla fine a farsi assumere da Singer & Friedlander. Filosofo e filantropo, fra il 1979 e il 2011, ha donato oltre otto miliardi di dollari a organizzazioni per la tutela dei diritti umani, per la salute e l’educazione.

LEON COOPERMAN, FIGLIO DI UN IDRAULICO, OGGI HA 1,8 MILIARDI IN TASCA

“Io sono la prova che con un quoziente di intelligenza medio, molta ambizione e una buona dosa di fortuna, si può andare molto lontano”, ha dichiarato il fondatore di Omega Advisors. Prima di costruire un patrimonio da 1,8 miliardi di dollari, ha trascorso l’infanzia nel Bronx dove abitava con la famiglia.

Figlio di un idraulico, è stato il primo nella famiglia ad arrivare al liceo e, successivamente, a ottenere un master in business administration. Al termine degli studi, aveva un debito d’onore da ripagare, un figlio di sei mesi da mantenere e nemmeno un soldo in tasca.

Il suo primo lavoro è come ingegnere addetto al controllo qualità per Xerox. Dopo l’Mba alla Columbia Business School entra in Goldman Sachs dove, 25 anni più tardi, è diventato partner e numero uno di Goldman Sachs Asset Management.

Nel 1991 fonda Omega Advisors che attualmente amministra risorse per tre miliardi di dollari.

THOMAS BOONE PICKENS, L’ENERGIA LO HA RESO RICCO

Il miliardario del settore energetico Thomas Boone Pickens è nato in Oklahoma durante la Grande Depressione, figlio di due impiegati del settore energetico.

All’età di 12 anni, Pickens distribuiva giornali: dai 28 iniziali a 156 di fine carriera. Un’esperienza, ha confessato in seguito, che gli è servita nel business per crescere attraverso acquisizioni. Proprio come farà con la fondazione di Mesa Petrolum, una fra le più grandi imprese energetiche indipendenti, la cui prima acquisizione è stata un’impresa 30 volte più grande.

Gran giocatore di basket, Pickens è riuscito a entrare all’università dove si è laureato in geologia. Il suo primo lavoro è stato nell’industria del petrolio come “wildcatter”, responsabile delle trivellazioni in aeree in cui non era nota la presenza del petrolio. La sua attitudine spregiudicata nelle acquisizioni gli è valsa la copertina di Time nel marzo del 1985.

Attualmente, Pickens è presidente del fondo di investimento specializzato in ambito energetico BP Capital (che sta per Boone Pickens) e vanta un patrimonio personale da 1,45 miliardi di dollari.

 

Articolo ripreso da blogforextradingfinanza.net